Perché un Forum?

a. Trieste è stata per tradizione una fabbrica di idee. Alcune si sono tradotte in fatti, in esperienze diffuse e concrete, radicate in città, ma riconosciute soprattutto a livello internazionale. Dal Centro di Miramare di formazione e ricerca per i Paesi in via di sviluppo, dalla liberazione dai manicomi, al Parco Scientifico e ai servizi territoriali di prevenzione e cura alla persona – solo per citare alcune delle esperienze più recenti –, questa città è stata protagonista sulla scena internazionale e ha prodotto cambiamenti veri. Di cui tuttavia sembra aver dimenticato la portata.

b. Vorremmo che si rompesse l’oblio. Vorremmo riuscire ad avviare una campagna di discussione aperta sui problemi della città, sulle cose vere che una Amministrazione dovrebbe e potrebbe fare, sugli interessi diffusi da tutelare, sulle innovazioni da introdurre per rompere quella sorta di rassegnazione che sembra condannare la società italiana alla peggiore omologazione. Vorremmo che si partisse non dalle candidature, ma dalle idee. Nessuno di noi ha interessi personali da difendere o da affermare. Non ci interessano in questo momento gli strumenti, ci interessano gli obiettivi da raggiungere; ci interessa la messa a fuoco della concretezza del fare.

c. La città non ha solo Ferriera, Superporto e Rigassificatore: come in molti settori, Trieste, che lo si voglia o no, è laboratorio anticipatore di fenomeni che poi assumeranno una valenza generale per tutta la società italiana. Così è stato per molti temi, nel bene e nel male. Pensiamo al problema degli anziani, a quale risposta dare a questo fenomeno in forte crescita senza riproporre il modello della limitazione/negazione di diritti individuali e della disumanizzazione della risposta assistenziale. O ai temi della qualità della vita in un territorio di eccellenza, che ha limiti dimensionali, che rischia di diventare un insieme di metri cubi di cemento, privo di spazi vivibili, di luoghi destinati all’incontro, privo di una mobilità sostenibile che riesca a contemperare i diritti dei singoli con quelli generali della collettività. O ancora, alla capacità di indicare ai giovani una prospettiva di vita e di lavoro, in cui ciascuno è protagonista nella costruzione del proprio futuro a Trieste.

d. Sia chiaro, non vogliamo eludere i grandi temi: tutt’altro. Vogliamo ricondurli però a un piano di concretezza, approfondire, verificare, capire la loro sostenibilità concreta, i punti di forza e di debolezza. Senza pregiudizi. Sfidando a presentare “le carte”, come si dice. Riconducendoli alla sostanza di ciò che c’è o non c’è e di quando e quanto si può davvero fare, cercando di essere quanto più comprensibili per tutti. Ma soprattutto, vorremmo che questo nostro impegno vedesse il concorso di tante persone che oggi esprimono con il silenzio e una sorta di rassegnazione la loro critica verso la realtà delle cose, che si sentono deluse, che non riescono a vedere una via d’uscita.

e. Allora ben vengano 100 progetti che partono dalle condizioni di vita in questa città, che propongono di modificare il modo di essere delle Amministrazioni, la qualità dei servizi che riguardano la vita delle donne e uomini cittadini. Queste idee, queste proposte saranno un patrimonio comune. Se nessuno le raccoglierà, allora verrà il tempo di pensare a come sostenerle e questa decisione non facile, naturalmente, apparterrà a chi, in questi mesi, si sarà fatto carico di questa discussione e di questa partecipazione.

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21 risposte a Perché un Forum?

  1. Livio Sirovich ha detto:

    buona iniziativa
    però è anche utile sapere p.f. chi siete / chi ha aderito
    potete rispondere?
    grazie

    • enrico ha detto:

      siamo “legione”!
      siamo diverse persone e persone diverse, finalmente un gruppo di persone non accomunate da un’etichetta (che pur ci vuole, a livello, per esempio, di responsabilità politiche) ma che vengono da estrazioni diverse, percorsi diversi, sensibilità diverse.
      Penso che ognuno possa rispondere individualmente. Personalmente sono un giovane, socio lavoratore di una cooperativa sociale di Trieste, ma sono anche tante altre cose, una persona che si è trasferita qui per amore e per lavoro, un sedicente pittore, aspirante musicista per hobby, sensibile a certi temi di diritti per tutti, molto colpito dalla noncuranza di una certa classe politica, dall’appiattimento culturale e morale per cui non ci s’indigna più per come si trattano alcuni temi sociali e, se ci si indigna, non si fa nulla. Sono un po’ stanco di non fare nulla. Non sono però, come tanti della mia generazione anni ottanta, abituato a certe riflessioni collettive, a un certo impegno. Questo forum è una grande occasione per imparare a “discutere” del proprio territorio, imparare a “pensare”, a esigere il meglio per se stessi e per gli altri, per cominciare a rimboccarsi le maniche per essere un piccolo cambiamento.

  2. Chiara Strutti ha detto:

    Una proposta al Forum, a cui partecipo e quindi do la mia disponibilità a realizzarla. Per raccogliere idee e proposte il Forum potrebbe organizzare la sua presenza, con piccolo gazebo itinerante, nei quartieri o rioni periferici e, in alcune occasioni, davanti all’Università. Proposta certo da perfezionare, se a qualcuno piace.

    • Carmen Roll ha detto:

      a Carmen piace

    • Margherita ha detto:

      Mi sembra una buona idea e sono disponibile per realizzarla.
      Penso che stimolare la partecipazione attiva di tante persone sia un’impresa difficile, come credo che tutti i partecipanti al forum abbiano sperimentato in questi mesi. Tanta gente, fra cui anch’io, che pure con il forum ci sto provando, non padroneggia un linguaggio con cui fare politica. Non è abituata, non è alfabetizzata. Ma questo non significa che non abbia niente da dire. Al contrario.
      Mi piacerebbe molto che questa esperienza del forum potesse essere un percorso di apprendimento collettivo, che possa dare a più gente possibile la capacità di esprimersi con competenza. Non è facile. Bisogna riflettere sui modi. Non credo basti andare dalla gente per strada e chiedere: “Tu che progetti hai per Trieste?”, perchè purtroppo credo che sia comune non averne proprio nessuno. O non avere fiducia del fatto che formularne qualcuno possa avere un esito positivo.
      Allora forse questa proposta del gazebo itinerante può perfezionarsi con una riflessione sui modi della partecipazione. Forse più che pretendere da subito progetti, si può esporre nel gazebo i progetti già esistenti sul blog e chiedere commenti e critiche, quindi da qui far partire il dibattito. Anche sul blog credo bisognerebbe incoraggiare di più i commenti, e non solo i nuovi progetti. Il forum stesso, cioè il gruppo che scrive come forum, credo dovrebbe rilanciare il dibattito, dopo la pubblicazione del singolo progetto, commentando e rispondendo più frequentemente ai commenti fatti. Penso che sia tramite i commenti, che arricchiscono i progetti di significati anche soggettivi, che un percorso di apprendimento collettivo può iniziare a realizzarsi. E così i progetti esistenti possono acquistare forza. E possono nascerne di nuovi.

  3. Lara ha detto:

    sicuramente c’è bisogno di contatto, a me piace

  4. Maria Baric ha detto:

    Idee, progetti, tutto va bene ma se io ho la passione del fare per salvare la mia città, non mi basta scrivere le E Mail, voglio fare per costruire.

    • Giuliano ha detto:

      Io (come probabilmente tantissimi altri) sto già facendo, ogni giorno e da parecchi anni nel mio lavoro, in cui ho sempre portato un impegno civile al di là dei compiti che svolgevo o svolgo. Ma non basta, visto che nonostante tutto il mio impegno le scuole crollano, la città muore e il tema che appassiona è se la signora Monassi ce la farà a dirigere il porto e non se è o meno in grado di proporre qualcosa, visti i precedenti piuttosto scarsi. E lo stesso vale per gli altri aspiranti in corsa per il porto. Mi pare che questo blog, questa iniziativa, sia anche un contenitore per tentare di aggregare tanti “fare” che hanno bisogno di una dimensione ‘politica’ più forte e di un pensiero. Sì perchè c’è anche un bisogno enorme di pensiero, e la vicenda del porto e delle nomine mi pare un buon esempio. Mi pare anche che vi siano proposte, come quella di dedicare del tempo (concreto, stando nelle strade e nelle periferie, come leggo) per capire, dialogare, stimolare e sostenere partecipazione, idee e pensieri. Io quindi sottoscrivo la proposta di entrare in contatto diretto con chi abita nei quartieri meno centrali, discutendo, ascoltando, raccontando, insieme, come Forum. Ma sono disponibile a dedicare le mie forze e il mio tempo a altre proposte, che si possono condividere (per farle) in questo blog o via e-mail. Giuliano

  5. Jacum ha detto:

    Proverbio africano: “Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso”. tratto dal libro “Dead aid..” – Dambisa Moyo

  6. Aureo Muzzi ha detto:

    Bella iniziativa, che potrebbe diventare importante. Ma perché avete deciso di celare i vostri nomi? Parlare della vita delle persone, che hanno sentimenti e vite vissute, nascondendosi dietro un sito web è perlomeno strano, se non addirittura una contraddizione.

  7. Aureo Muzzi ha detto:

    Il tuo commento è in attesa di moderazione: è un segnale di chiusura verso chi è diverso da voi.

    • tetsu1 ha detto:

      da “web master” mi sento coinvolto nella discussione.
      L’approvazione ai commenti è stata una scelta, portata avanti per controllare l’attinenza agli argomenti trattati.
      Posso comunque comunicare liberamente che, ad oggi, nessun commento è stato cancellato, non approvato o modificato in una qualsiasi delle sue parti.

      Inoltre l’approvazione dei commenti avviene se non in tempo reale, al massimo entro poche ore dalla sua pubblicazione.

      Per quanto riguarda il “nascondersi dietro un sito web”, posso assicurarle che l’intento è opposto: portare avanti delle idee senza quei protagonismi che caratterizzano la scena politica contemporanea. Cambierebbe d’altronde qualcosa nei contenuti se ci fosse un nome?

      Spero di aver risolto i dubbi posti e la invito a contnuare a seguirci, o meglio ancora, a partecipare attivamente con contributi e proposte.

      Lorenzo “tetsu1” Pentassuglia

    • forumtrieste ha detto:

      Oppure, visto che il suo commento è stato pubblicato, è un segnale di apertura a chi vuol contribuire al Forum nella sostanza del progetto presentato, con proposte concrete sui vari temi; o con commenti e scambi per contribuire alla formulazione di proposte, come sta avvenendo per la cooperazione sociale, per esempio.
      I … minuti intercorsi tra il suo commento e la pubblicazione sono fisiologici. Sono i minuti che intercorrono tra l’arrivo del commento e la verifica che non vi siano insulti, diffamazioni o cose simili. Quanto all’anonimato dichiarato nel Blog e dal Forum: è una scelta, per andare alla sostanza delle cose (e non dei singoli candidati), per contrastare un trionfo dell’io che ha fatto smettere di pensare a tanti e tante. E’ provocatoria garanzia di dovuta attinenza alle proposte per la Città che vogliamo. Il Blog e il Forum vogliono essere un prodotto collettivo.
      E’ vero che c’è una contraddizione, ed è quella che porta le discussioni sui nomi e non sui contenuti, le strategie da condividere, la realtà. Ma, anche grazie al suo messaggio, e grazie ai messaggi di chi sta costruendo questo Forum, questa contraddizione è in qualche modo svelata, affrontata. Su questo intendiamo continuare a lavorare. Il Forum siamo noi che contribuiamo ad alimentarlo.

  8. Lara ha detto:

    a me sembra che i nomi ci siano, e più che di nomi si hanno bisogno di idee e di condividerle e a me sembra che dal blog che si può visualizzare cliccando sul tuo nome di idee e conoscenze ce ne siano molte! Partecipa!
    Penso che la moderazione in realtà sia un modo per monitorare commenti o proposte più interessanti, piuttosto che di censurare idee diverse, anzi senza dibattito o confronto non si cresce.

  9. Aureo Muzzi ha detto:

    Non mi avete convinto, anzi.

  10. Lara ha detto:

    Forse non è facile catturare lo spirito del forum… perchè non è un sito di un partito politico dove si deve convincere a votare, convincere le persone a delineare ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.Non penso che il convincere sia tra le finalità del forum, lo è piuttosto il condividere dei progetti che si possono fare a Trieste. Poi se questi non piacciono o non si hanno proposte si è liberissimi dal non partecipare

  11. Chiara Strutti ha detto:

    Beh, e adesso? e se discutessimo su come un sindaco, garante della salute di una città, potrebbe intervenire sul disastro di Cattinara (vedi Piccolo di oggi)? oppure, sempre come esempio, sulle iniziative per preservare e anche sviluppare il Carso? Io accetto con piacere che dei saggi commenti di giovani voci mi constringano a stare nei ranghi dell’appello a proposte concrete di questo Forum. Questa mia risposta è già una tragressione, perchè di fatto non stiamo parlando di niente. Se andiamo al concreto delle proposte, che qui ci sono, probabilmente né tu né io abbiamo bisogno di essere convinti. O, almeno, io no, piuttosto alcune vanno affinate e sviluppate o inserite in ragionamenti più complessi. Fatica, fatica, tanta fatica pensare e proporre e poi realizzare. Trieste sta morendo, vogliamo parlare di questo?
    Chiara

  12. Aureo Muzzi ha detto:

    Volendo essere pratici…se avete piacere, mi invitate a uno dei vostri incontri. Così per provare, come dice Chiara, di mettere insieme concretamente teoria e pratica, o meglio, disegnando le nuvole con i piedi per terra.

  13. william starc ha detto:

    Tutte le iniziative volte a creare dibattito in vista delle prossime elezioni amministrative vanno accolte favorevolmente soprattutto se portano all’attenzione di un vasto pubblico idee e proposte, ma ritengo fondamentale che questo avvenga in piena trasparenza in modo che sin dall’inizio ci sia la possibilità di conoscere anche i promotori dell’iniziativa e gli estensori delle schede tecniche. E’ una questione di assunzione di responsabilità rispetto quanto si afferma e si propone, principio che deve guidare chiunque partecipi a vario titolo in questo forum. Devo dire che ho partecipato al Miela alla presentazione dell’iniziativa e se da un punto di vista mi ha fatto ben sperare la presenza di tanti giovani, sono rimasto sorpreso dal fatto che il tutto era già programmato e non ha lasciato spazio a chi magari voleva intervenire con domande specifiche. E’ giusto utilizzare gli strumenti informatici per far circolare informazioni e proposte ma non vorrei che questa pratica sostituisse quella consolidata di vedersi in faccia e poter puntualmente fare il punto su singoli temi. Un’esperienza simile usata per il Piano Territoriale Regionale è servita solo a mascherare l’incapacità di affrontare in pubblico dibattito temi e situazioni di fondamentale importanza per il territorio regionale e locale, con le conseguenze a tutti conosciute. Buon lavoro a tutti coloro che riteranno di apartecipare o che hanno già partecipato. e grazie per l’attenzione alla presente.

  14. Jessica Mangas ha detto:

    Ma non se ne può più! per favore Forum! formula una risposta standard da mandare a chi chiede sempre le stesse cose. Ho capito anch’io che non è facile accettare che qui ci si qualifica per quello che si propone e non per argomenti come questo che, a pensarci bene, hanno notevolmente contribuito a portarci nella situazione tragica in cui siamo. L’ho capito talmente bene che penso che chi chiede a tutti i costi “chi c’è dietro, con chi stai?” non sa fare null’altro che chiedere questo, altrimenti non esprimerebbe nulla. Ma basta! Non si guarda intorno? Non vede gli striscioni sui monumenti? i ricercatori sui tetti? i tanti che non arrivano a fine mese? non legge quello che dicono in questo blog sulla cooperazione sociale? i posti di lavoro tagliati che diventeranno ricoveri, assistenza, infamia? i trasporti che non collegano più Trieste con il resto d’Italia, se non cambiando, quando ce la si fa a prendere la coincidenza? E così via. Questo blog è un piccolo spazio di proposte, e mi piace. Chi ha da dire qualcosa nel merito (e i temi sono tanti) lo faccia. Il signore a cui replico parla di “incapacità di affrontare in pubblico dibattito..” e poi di “assunzione di responsabilità”. Bene! La responsabilità che io addebito a chi oggi governa la mia città, la provincia, la regione, lo stato in cui vivo e di avermi tolto responsabilità, pensiero, possibilità di scelta e io, misera partecipante e quindi fautrice di un Forum dovrei assumermi delle responsabilità? Quali? Se sono quelle di contribuire alla proposta dei ‘mini gazebo in periferia’, lo faccio! Se è quella di offrire il mio tempo e quel che so per contrastare la cassa integrazione delle cooperative sociali. Lo faccio! Se è per immaginare e contribuire, con la fatica concreta che questo comporta, a un altro sistema di applicazione di regole e burocrazia che alimentano, e lo so per esperienze dirette, enti come il comune, la provincia e l’azienda sanitaria, ci sto. Ma se è per dare spazio a questo tipo di commenti che puzzano di vecchio allora no. Forum, per favore fai qualcosa!!!!!!

    • william starc ha detto:

      Avendo lavorato per 40 anni nella pubblica Amministrazione in diversi ruoli, conosco molto bene la situazione locale, il disagio sociale, le ingiustizie, le assurdità burocratiche che allontanano il cittadino dal sentire civile, il mio intervento è volto a partire dalla considerazione che si c’è molto da lavorare e la mia è una disponibilità a farlo nei modi con i quali penso di poter dare un contributo migliore , la conoscenza del territorio, i meccanismi che possono portare ad un miglioramento del sentirsi parte di questa città, ma soprattutto al confronto, per imparare ancora. Se partiamo con attribuire qualifiche agli interventi di questo forum non andiamo lontano, mentre credo che sia importante di non ritrovarci in situazioni già viste e vissute, dove responsabilita di amministrazioni di centrosinistra e di centrodestra hanno portato ” la città, la provincia, la regione, lo stato in cui vivo e di avermi tolto responsabilità” come evidenzia Jessica, e pertanto è necessario agire in piena trasparenza, requisito che ritengo fondamentale per intraprendere qualsiasi impegno civile.

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