LA ‘DEFORMA’ SANITARIA DI TONDO

Con settimane di anticipo sulla bozza ‘segreta’ di riforma sanitaria, il FORUM ha pubblicato in questo Blog la sua controproposta. FORUMTRIESTE2011_azienda unica

Alla fine di una stagione politica devastante, i consiglieri e assessori regionali triestini che fanno parte della maggioranza di governo del Friuli-Venezia Giulia dovranno assumersi la responsabilità dello scempio in atto. Sanità, ATER, porto, Prosecco doc, Val Rosandra, fondi europei, ecc… alcuni exploit per mortificare Trieste e adeguarsi al fuggi-fuggi e arraffa-arraffa nazionale.

I giochi non sono ancora chiusi e il FORUM non ci sta!

Come tutti sanno sulla sanità abbiamo qualche cartuccia in più, e da questo iniziamo.

Pubblichiamo tutti i documenti, commenti, testimonianze, domande, opinioni che potranno aiutare le/i cittadini a capire la portata di questa svendita totale di Trieste e dintorni, peraltro senza alcun beneficio di sviluppo per il resto della regione.

in allegato i documenti che via a via riceviamo e pubblichiamo:

1. introduzione e bozza decreto legge di Tondo &co  12.03.2012 – Relazione al DDL (1);  DdL versione del 5 03 2012

2. documento di Fasola (ex-assessore alla sanità FVG), Casini e Brusaferro

Fasola_Casini_Brusaferro_Documento politiche socio-sanitarie FVG 2012-2018 BCF

3. documento arcidiocesi di Udine (leggete!)

ARCIDIOCESI_Udine_Progettare la riforma del sistema ospedaliero DOCUMENTO 3 aprile 2012

4. mozione del Consiglio comunale di Trieste (23 gennaio 2012) mozCOMUNE_TS_n°18e votazione nominale finale mozCOMUNE_TS_18_voti

5. mozione del Consiglio Provinciale di Trieste mozPROVINCIA_TS

a seguire nuovi documenti, commenti e sintesi del FORUM che aiuteranno a capire cosa cambierebbe per sempre nella vita delle e dei triestini

Inviate domande, commenti, opinioni



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AZIENDA UNICA? UNA PROPOSTA ALTERNATIVA

FVG: AZIENDA SANITARIA UNICA?
la posta in gioco è notevole; pensiamoci seriamente.
Una controproposta del FORUM
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consulta salute terzo distretto 16 febbraio 2012

qualche osservazione sulla Consulta di giovedì 16 febbraio sul ponte di Valmaura (III Distretto).

C’era Eleonora che ha parlato con il cuore del lavoro che fa.
Fulvo Marchi era molto arrabbiato perchè è stato chiuso il servizio materno infantile di S. Dorligo. Si è meravigliato di come possa succedere una cosa simile, con tutti i problemi che hanno le famiglie. Ha portato l’enorme problema dell’aumento delle rette che gli abitanti di Dolina devono pagare alla Casa di Riposo di Muggia. Si è ventilata la proposta di una condivisione condominiale a S. Dorligo, agli stessi attuali costi. Così i residenti (non avendo la residenza) parlerebbero la loro lingua madre con i loro paesani. Il referente SPI CGIL ha anche aggiunto che prima di organizzare l’incontro sulla Commissione Invalidi vuole raccordarsi con il livello provinciale e regionale.
La dott.ssa Pianca, direttrice del Terzo Distretto, ci ha riferito che in Conferenza del Sindaci sono stati risolti alcuni problemi riguardanti le convivenze condominiali (gruppi appartamento anziani).
La dott.ssa Cimolino ci ha riferito del progetto Orti Comuni Trieste, chiedendo alla consulta che faccia pressione sull’Assessore per l’inizio della sperimentazione riguardante la Settima Circoscrizione. Poi ha fatto una proposta molto bella. Ha proposto un incontro tra chi lotta per i beni comuni: l’acqua, la salute e l’ambiente. E inisieme a Marchi hanno proposto che la prossima consulta si tenga alla “sorgente” di S. Dorligo.
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Consiglio Comunale, Cooperazione Sociale

Il 9 gennaio 2012, durante la seduta del Consiglio Comunale di Trieste, si è tenuta un’audizione da parte dei rappresentanti della Cooperazione Sociale del territorio: sono stati invitati a presentare al Consiglio la realtà delle Cooperative Sociali di Trieste 6 presidenti di cooperative di tipo A e di tipo B, i rappresentanti sindacali, il presidente del Comitato Paritetico Regionale per la Cooperazione Sociale.

Decine di cittadini sono intervenuti per assistere e partecipare alla seduta del Consiglio, decine di socie e soci di cooperative sociali, ma anche semplici cittadini interessati a quanto sta succedendo in un momento di difficoltà anche per un settore che a Trieste occupa più di 2.000 persone. L’affluenza è stata così elevata che buona parte del pubblico non è potuta entrare nella storica aula di Palazzo Cheba.

E’ stato Massimiliano Capitanio, a nome delle tre centrali cooperative di Trieste (Confcooperative, AGCI, Legacoop), a iniziare gli interventi, illustrando alcuni importanti numeri della Cooperazione Sociale triestina: oltre 56 milioni di euro di fatturato annuo, 57 imprese, 1457 occupati nelle coop di tipo A e 669 in quelle di tipo B (di cui 249 dei quali provenienti dall’area dello svantaggio). Per la maggioranza piccole cooperative con grande radicamento al territorio.

Clicca qui per ascoltare l’intervento di Massimiliano Capitanio

http://dl.dropbox.com/u/57547735/Massimiliano%20Capitanio-Confcooperative-AGC-Legacoop.m4a

Claudia Rolando, presidente della Cooperativa Lavoratori Uniti-Franco Basaglia, spiega come Trieste sia “la culla della Cooperazione Sociale. Un Faro mondiale”. La CLU, prima tra le cooperative, nasce 40 anni fa all’interno dell’esperienza della de-istituzionalizzazione dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale. Da qui, in effetti, è partito tutto. E ancora oggi, come allora, Trieste rimane un “laboratorio di innovazione”.

Clicca qui per ascoltare l’intervento di Claudia Rolando

http://dl.dropbox.com/u/57547735/Claudia%20Rolando-Coop.%20Soc.%20CLU%20Franco%20Basaglia.m4a

E’ la volta di Diego Romito, della Cooperativa Germano, nata dal volontariato per opera della Comunità di San Martino al campo di don Mario Vatta, che dal 1983 lavora in ambiti diversissimi, tra cui quello del caffè. Romito ha sottolineato la ricchezza che nasce proprio dalle diversità di esperienze presenti nel mondo della cooperazione triestina.

Clicca qui per ascoltare l’intervento di Diego Romito

http://dl.dropbox.com/u/57547735/Diego%20Romito-Coop.Soc.%20Germano.m4a

Felicitas Kresimon, presidente della Cooperativa Duemilauno-Agenzia Sociale, ricorda come il 75% della compagine sociale della cooperativa che presiede siano donne e pone l’accento sull’importanza della capacità occupazionale della Cooperazione Sociale a Trieste, con il proprio bagaglio di competenze professionali e di know how.

Clicca qui per ascoltare l’intervento di Felicitas Kresimon

http://dl.dropbox.com/u/57547735/Felicitas%20Kresimon-2001%20Agenzia%20Sociale.m4a

Per la Cooperativa Consorzio Focus il dott. Costantini sottolinea l’importanza del Protocollo d’Intesa che si sta predisponendo tra il Comune di Trieste e la Cooperazione Sociale, che vedrà un ampliamento dei lavori destinati a questo settore, data l’efficacia della Cooperazione Sociale sul territorio.

Clicca qui per ascoltare l’intervento del dott. Costantini

http://dl.dropbox.com/u/57547735/dr%20Costantini-Coop%20Consorzio%20Focus%201.m4a

Giancarlo Carena, presidente della Cooperativa Agricola Monte S.Pantaleone, che parla anche a nome di Fabio Inzerillo, presidente della Cooperativa Sociale La Collina, spiega come mai la Cooperazione Sociale da subito, dal suo nascere, abbia co-progettato e ideato percorsi inediti sul tema del lavoro, grazie al suo porsi da sempre al crocevia tra le politiche sanitarie e assistenziali e le politiche per l’inclusione al lavoro. In 30 anni la Cooperazione Sociale a Trieste ha sviluppato una miriade di attività, attirando le migliori “intelligenze del territorio”. Queste competenze ogni giorno garantiscono qualità ai servizi offerti, al punto che oggi le Cooperative lavorano sia negli ambiti tradizionali dei servizi socio-assistenziali e dei lavori, sia in ambiti particolari come può essere il caso della gestione del Bar del Teatro Verdi  di Trieste (entrato nella guida dell’Espresso), l’Hotel Tritone (segnalato dal Touring) e persino lo storico Bagno Ausonia. Ma anche la gestione dei musei.

Clicca qui per ascoltare l’intervento di Giancarlo Carena

http://dl.dropbox.com/u/57547735/Giancarlo%20Carena-Fabio%20Inzerillo-La%20Collina-Agricola%20Monte%20S.Pantaleone.m4a

La Cooperativa Sociale La Quercia, per bocca della sua presidente Barbara Gorza, racconta un po’ di storia della sua Cooperativa, del suo sviluppo e delle sue azioni odierne, sottolineando come i quasi due terzi dei soci della Cooperativa lavora da più di 4 anni, con un contratto per lo più a tempo indeterminato.

Clicca qui per ascoltare l’intervento di Barbara Gorza

http://dl.dropbox.com/u/57547735/barbara%20gorza%20Coop.%20Soc.%20La%20Quercia.m4a

Esauriti gli interventi dei rappresentanti della Cooperazione, intervengono i rappresentanti dei sindacati:

Luciano Bordin per la CISL http://dl.dropbox.com/u/57547735/Bordin-Cisl.m4a  e

Adriano Sincovich della CGIL http://dl.dropbox.com/u/57547735/Adriano%20Sincovich-CGIL.m4a

Chiude gli interventi Gianluigi Bettoli, presidente del Comitato Paritetico Regionale per la Cooperazione Sociale, che racconta come mai Trieste sia un “luogo di innovazione planetaria”.

http://dl.dropbox.com/u/57547735/Gian%20Luigi%20Bettoli-Comitato%20paritetico%20regionale%20per%20la%20Coop.%20Sociale.m4a

Sono quindi seguiti gli interventi dei Consiglieri Comunali, che hanno condiviso, in maniera sorprendentemente unanime, l’esperienza della Cooperazione, riconoscendone l’importanza a livello sociale ed economico, e confermandone il sostegno, sia da parte dei gruppi consiliari di maggioranza, sia da quello di opposizione. Da tutte le parti dell’emiciclo sono arrivati decisi impegni a far sì che gli appalti non siano guidati dalla logica del massimo ribasso, ma valutino innanzitutto la qualità, anche sociale, del servizio offerto.

Prossimamente verranno inseriti gli interventi di tutti i Consiglieri Comunali

Il Sindaco Roberto Cosolini ha concluso questa serata, assumendo in prima persona alcuni impegni specifici: portare a compimento il Protocollo d’Intesa tra Comune e Cooperazione Sociale; far sì che le Cooperative siano partner dell’Amministrazione Comunale anche nella progettazione delle Politiche Sociali; la volontà di evitare gli appalti al massimo ribasso, che causano danni economici e sociali; la previsione di inserimento di percentuali di persone svantaggiate nell’esecuzione dei lavori; misure di garanzia per la riassunzione del personale che già svolgeva l’attività nell’eventuale avvicendamento tra un’impresa e l’altra, garantendo quanto più possibile i diritti acquisiti dai lavoratori; la presenza negli appalti di quote da garantire alle imprese sociali.

Clicca qui per ascoltare l’intervento del sindaco Roberto Cosolini

http://dl.dropbox.com/u/57547735/sindaco.m4a

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Due testi del Forum della Pubblica Amministrazione

Vi invitiamo a leggere i due testi apparsi nel Forum della Pubblica Amministrazione (forumpa.it). L’analisi e le proposte di Mauro Bonaretti – direttore generale del Comune di Reggio Emilia – sono particolarmente interessanti e collegate a quanto proposto nei temi specifici dal programma partecipato del Forum.
Buona lettura
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il tempo passa: a che punto siamo?

A quasi sei mesi dall’insediamento della nuova Giunta, nel blog e all’email del FORUM arrivano ogni giorno domande e commenti che si interrogano sulle promesse elettorali fatte dal sindaco Cosolini.

Il FORUM si era impegnato a costituirsi come osservatorio partecipato della realizzazione dei punti del programma.

Iniziamo quindi pubblicando con più evidenza alcuni commenti pervenuti e apriamo il dibattito a partire dalla richieste presentate dal Forum due mesi fa alla Giunta. Seguiremo così mano a mano i punti essenziali che possono aiutarci a capire lo stato dell’arte.

Partiamo obiettivamente da una costatazione: a tutt’oggi nessuna delle proposte apparentemente condivise ha trovato concreto terreno di applicazione o ha dato avvio a un percorso di realizzazione.

La difficile situazione generale a livello nazionale e mondiale ci sembra richiedere più coraggio e determinazione: l’amministrazione locale dovrebbe giocare un ruolo attivo nel rilanciare proposte innovative per uno sviluppo economico e sociale in nome di quell’equità, partecipazione e trasparenza che assieme all’Europa anche noi chiediamo.

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Sarajevo, 20 anni dopo

Ai primi di aprile del 2012 si celebrano i venti anni dell’assedio di Sarajevo (aprile 1992-febbraio 1996 ultimo attacco dei cecchini sulla città). Sarajevo città multiculturale come Alessandria, come Cordoba, Beirut. Sarajevo culla e laboratorio di una possibile armonia tra culture e religioni, città di antiche moschee, di chiese ortodosse, cattoliche e sinagoghe.

L’assedio di Sarajevo dura 4 inverni. Ne sigilla la fine la cosidetta “pace di Parigi” del dicembre 1995, ma gli attentati e tiri dei cecchini vanno avanti sino al febbraio 1996.

La caduta del Muro di Berlino e l’assedio di Sarajevo caratterizzano e
il secolo XX° e aprono il terzo millennio marchiandolo. Stigma del nostro
tempo.

Se il Muro di Berlino significa l’apertura dell’universo-est e il crollo del socialismo reale,  l’assedio di Sarajevo sancisce la fine dell’egualitarismo e delle mescolanze culturali, apre il millennio delle xenofobie e delle guerre religiose, dei crimini di guerra sulla popolazione civile.
La sanguinosa vicenda delle guerre etniche si apre con le stragi di Bijeljina, Zvornik e la “podrinija” (città e villaggi “lungo la Drina”) e dilaga con l’assedio di Sarajevo e raggiunge il punto più alto e sanguinario con il genocidio di Srebrenica nel luglio del 1995

A 20 anni dall’assedio della capitale bosniaca, Trieste, la città italiana che guarda ad Oriente, è il luogo deputato ad aprire un discorso non retorico con Sarajevo e con i Balcani. La ricorrenza è occasione di riflessione, di dibattito e di prospettive.
Sarajevo è stata e rimane prima di tutto una capitale culturale, con una esperienza originale di multiculturalità. Da qui vogliamo partire. Nel ventesimo dell’assedio riprendere e rappresentare – con concerti, mostre, dibattiti – cadenze e dinamiche di quella cultura plurale che ha permesso a Sarajevo di difendersi dall’aggressione razzista, di conservare un profilo plurale e di riproporsi – sia pure ferita – nella sua funzione di città-liminare, di città-cardine tra Occidente e Oriente.

Lavoriamo in questo senso.

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