5. Partecipazione

5. Partecipazione( Verso nuovi strumenti di democrazia)

L’esercizio della democrazia non può limitarsi al contratto che l’amministrazione comunale stabilisce con i cittadini al momento delle elezioni.

Il mandato elettorale non è un assegno in bianco. Si configura, piuttosto, come un insieme di impegni. Tutti i cittadini devono essere messi nelle condizioni di poter domandare e ricevere bilanci e rendiconti (facilmente comprensibili e valutabili) in merito agli impegni presi, anche nelle fasi intermedie del mandato stesso.

Il ruolo dei cittadini deve però essere più esteso. L’amministrazione, in coerenza al proprio programma elettorale, deve applicare modalità di costruzione di programmi, politiche e progetti concreti che assicurino un coinvolgimento attivo dei cittadini in tutte le fasi del processo (dalla concezione di tali programmi, politiche e progetti, fino alla loro attuazione e alla valutazione dei loro esiti e impatti).

È necessario inoltre tener conto che il governo della “cosa pubblica” non interessa solo coloro che la legge riconosce come elettori. Pensiamo agli immigrati che non hanno ancora la cittadinanza ma che risiedono e lavorano a Trieste, così come ai minori, ai ragazzi e ai bambini. Alla pari di chi ha i diritti politici (voto), anche queste persone sono utenti e attori rilevanti della vita della città. Nulla giustifica quindi la loro esclusione dalle decisioni.

Trieste non brilla certo per simili iniziative. Limitatissime sono le esperienze (come, ad esempio, il progetto Habitat Microaree) di decentramento delle politiche pubbliche e di coinvolgimento della popolazione nella costruzione, gestione ed erogazione di prestazioni e servizi. In tutta Europa ma anche in alcune città italiane, al contrario, la messa in campo di strumenti di partecipazione democratica spesso ormai costituisce un ingrediente fondamentale delle politiche pubbliche. È anche a partire dalla rilettura di alcuni “casi esemplari”, che il Forum presenta delle proposte. Si tratta di primi possibili strumenti per affrontare alcune questioni che un programma per il governo della Trieste di domani dovrebbe far proprie:

Quali i meccanismi per proporre non solo un programma partecipato ma un controllo sullo stesso? A partire dai 100 progetti per arrivare ai “grandi temi”, quali sono i dispositivi che chiediamo al candidato sindaco per costruire forme reali e concrete di democrazia partecipata?

Ridefinire le circoscrizioni; eliminare elementi retributivi ai rappresentanti eletti; valorizzare le istanze di quartiere ma anche forme partecipate di controllo sul livello di applicazione del programma; attivare strumenti di consultazione, negoziazione e partecipazione di comunità locali, associazioni e cittadine e cittadini, alla costruzione di piani e progetti.

ALCUNE PROPOSTE

-Le riunioni “Parliamo francamente”: sono un elemento chiave per sviluppare un nuovo modo di gestione municipale e per approfondire la tendenza partecipativa. Questi incontri con i consiglieri eletti sono aperti a tutti coloro che abitano o lavorano in un dato rione, si effettuano due volte l’anno nei rioni che compongono la città. Sono momenti di dibattito e di scambio sulla vita municipale e sui progetti del Comune, favoriscono la presa in carico delle preoccupazioni quotidiane attraverso l’ascolto e il contatto di prossimità.

-L’Osservatorio degli impegni: luogo di scambio e di intervento, l’Osservatorio è un collettivo pluralista composto da un centinaio di volontari in grado di rappresentare il più ampio ventaglio di posizioni, esigenze e interessi presenti in città. Costituisce uno dei principali dispositivi permanenti preposti a garantire l’esercizio della democrazia partecipativa. Del tutto indipendente dalla Municipalità, è abilitato al controllo e all’audizione dei consiglieri eletti sullo stato di avanzamento e di realizzazione degli impegni presi in occasione delle assemblea cittadine.

-I Comitati di iniziativa cittadina: sono dei laboratori di riflessione e di proposte che possono sollecitare e interpellare il Consiglio Municipale. Composti da abitanti, rappresentanti di associazioni, commercianti, liberi professionisti, istituzioni, hanno completa competenza nel trattare l’insieme delle questioni che riguardano il loro quartiere, così come quelle che toccano tutto ciò che collega la città al suo ambiente sociale, economico o culturale. Possono interpellare ufficialmente il Consiglio municipale in merito a questioni importanti per la vita del rione o della città, a condizione che tali questioni siano state precedentemente discusse con gli abitanti. Di riscontro gli abitanti hanno la garanzia di ricevere una risposta effettiva e motivata. Per stimolare le proprie attività i CIC sono dotati di un comitato d’animazione composto da abitanti volontari. Il Comune si impegna ad associarli sin dall’origine ai suoi progetti così come alla gestione ed alla valutazione degli stessi. Per realizzare i propri compiti ciascun CIC dispone di un corrispondente stipendiato dal Comune, di un consigliere eletto di riferimento e di un budget approvato nel quadro del bilancio del Comune. I Comitati di iniziativa cittadina potrebbero essere la versione avanzata delle nostre circoscrizioni.

-La Casa dei progetti: è sia uno spazio permanente di scambi tra la Municipalità, gli abitanti e gli utenti della città, sia un centro di risorse. Chiunque viva, lavori o studi in città vi può trovare le informazioni che gli permettono di partecipare alle scelte e alle decisioni che lo riguardano. Questo è il luogo privilegiato per venire a conoscenza generale progetto di sviluppo di Trieste, valutare le realizzazioni ed essere coinvolti nelle trasformazioni di cui la città vedrà l’attuazione nei prossimi anni. A tal fine, vengono regolarmente organizzati dei laboratori per presentare i progetti della Municipalità e farne oggetto di dibattito. Oltre a queste funzioni, la Casa dei progetti offre una gamma di servizi volti a facilitare l’accesso alle informazioni. I cittadini possono consultare numerosi documenti e dossier, seguire corsi di formazione, partecipare a incontri di supporto alla ricerca di impiego, usufruire gratuitamente di internet .

-Il Consiglio municipale dei bambini: dal momento che il futuro non può che essere costruito con i bambini, quelli tra i 9 e i 12 anni iscritti alle scuole di Trieste sono chiamati a partecipare alle elezioni dei loro rappresentanti al Consiglio municipale dei bambini, organizzate regolarmente dalle scuole stesse con la collaborazione degli insegnanti. Il Consiglio municipale dei bambini ha luogo all’interno della vera sala del Consiglio comunale. Lo scopo non è solo un’iniziazione ai diritti di cittadinanza e all’esercizio della democrazia attraverso il confronto diretto con il funzionamento della “macchina” comunale. Formalizzare le proprie idee, imparare a esporle e ad ascoltare quelle degli altri non avrebbe infatti senso senza la loro traduzione in realizzazioni concrete. Ciò che conta è che i bambini vengano effettivamente coinvolti nei progetti e nelle decisioni che li riguardano e che trattano temi attinenti ai loro diritti (scuola, vita culturale, ambiente di vita, sport, violenza, sanità, solidarietà…). Portando nello spazio del pubblico dibattito la parola dei bambini, il Consiglio fa di questi attori una componente integrante della vita democratica locale.

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