Grandi temi

La Ferriera; Il Porto; Il Piano Regolatore; Analisi del bilancio comunale; La sanità; Le Bonifiche; Il Rigassificatore; L’immigrazione a Trieste; I contenitori urbani; L’edilizia pubblica e sociale.

Su questi temi registriamo prima di tutto un “deficit di democrazia” che è la cosa che ci preoccupa di più, prima ancora della scelta tra qualunque soluzione venisse adottata su ciascuna materia.
Molti oggi dicono che la “democrazia” è un impaccio alla possibilità di decidere. Siamo tra quelli che pensano il contrario.
Nelle prossime settimane il nostro lavoro sarà quindi soprattutto quello di costruire informazione piuttosto che proporre soluzioni, che peraltro in tutti questi anni nessuno è stato capace di adottare.

Ma, l’unico vero grande tema è ovviamente la questione del lavoro che passa attraverso il restauro del Porto vecchio, il rilancio del Porto, le bonifiche, le infrastrutture logistiche, il sistema di trasporti e poi la de burocratizzazione, la rapidità di spesa per i lavori pubblici, la green-economy, l’utilizzo dell’apporto degli enti scientifici, lo sviluppo di nuove imprenditorialità e di agenzie a sostegno di tutti coloro che intendono avviare nuove attività. E pertanto, il tema del lavoro è presente in molti dei 100 progetti.

Invitiamo tutti a contribuire con informazioni e documentazione!


2 risposte a Grandi temi

  1. Pietro Petruzzi ha detto:

    Il Porto; La Ferriera; Il piano Regolatore !!!, Bilancio Comunale; La sanità; Le bonifiche; Il rigassificatore; L’immigrazione;I contenitori urbani;L’edilizia pubblica e Sociale.
    Sono 12 temi trattati e, sicuramente della massima importanza per lo sviluppo della città.
    E non sono degli slogan, ma temi che guardano allo sviluppo e la cura della città.
    Tutti più che condivisi e da elaborare come impegno della prossima Giunta Comunale ed in primis dal futuro Sindaco.
    Un tema che nessuno ha trattato e che, evidentemente è un po’ sottovalutato è quello dei pensionati.
    I pensionati a Trieste sono più di centomila !! da tener conto che una parte di questi sono costretti a lavorare “per lo più in nero”.
    Qualcuno dirà “ma il Comune cosa c’entra?”
    Il Comune deve intervennire sulle trattenute che i pensionati, dopo aver lavorato per 35 o 40 anni, devono subire un trattamento iniquo da parte del Comune e Regione con le trattenute IRPEF, che su una pensione di 1.708.12 si vede trattenere 379.07 Euro per l’IRPEF, da ricordare anche il contributi ex ONPI.
    Con un netto di 1.317.66.
    Certo che c’è da rimarcare, che non può lamentarsi in quanto non è una pensione da poco, MA SONO 40 ANNI di contribuzione.
    E’ una ingiustizia ed è la prima.
    La seconda è la famosa ICI, che è differenziata per età ecc.ecc. ma a chi sembra giustificato che il pensionato, che vive da solo, con un appartamento da 90 metri si trova a pagare l’ICI come chi ci vive in quattro??
    A nessuno è venuto in mente che il pensionato è rimasto solo, dopo che i figli se ne sono andati, molti emigrati verso altri lidi con buone speramze che Trieste non dà, la moglie che è passata a miglior vita e lui condannato a pagare l’ICI per una casa sudata centimentro per centimentro ???
    Questi sono solo due e sicuramente c’è ne saranno altri, come la Sanità e l’assidtenza domiciliare ecc.ecc. che il nuovo Sindaco dovrà occuparsene.

  2. stefano Devoto ha detto:

    Lavorando spesso fuori Trieste sono un assiduo frequentatore sia di treni che di A4.
    Un tema di vitale importanza per Trieste è il suo isolamento geografico dalle grandi reti infrastrutturali.
    Trenitalia ormai taglia solamente treni sia per Udine che per Trieste e in pratica collega poco e male la nostra città al resto d’Italia.
    Autovie Venete , società in pratica pubblica, fa pagare molto un servizio indecoroso.
    Padova zona industriale -Trieste solo andata 10 euro!!!
    Il servizio offerto: 2 corsie e una fila di camion perenne dal 2000, dico 2000.
    In Cina costruiscono una metropolitana in 2 anni!
    La concessionaria ci ha promesso i cantieri già da 1 anno grazie al Presidente Tondo.
    Si andrà al 2011 ormai, ma di dimissioni di qualcuno nessuno ne parla.
    Forse sarebbe ora di mandare a casa i vari Riccardi, Tondo, Terpin (amministratore di Autovie Venete, mi chiedo cosa ne sa d’Autostrade?) e il buon vecchio riciclato di Giorgio Santuz, vecchio presidente di Autovie Venete.
    Ve lo ricordate Santuz??????
    Presidente di Friuli Strade, era un vecchio ministro a cui il PDL ha pensato bene di regalare una poltrona.
    Povera Trieste e povera Italia, la meritocrazia non esiste più, solo dare poltrone a destra e sinistra.
    Concludendo, speriamo in un cambio di rotta per Trieste, un sindaco nuovo che prenda gente in gamba, giovane e che sappia affrontare i problemi importanti di Trieste, a partire dalla disoccupazione giovanile, dal porto e dalla ferriera.
    Scelte importanti e talora impopolari, ma la politica deve fare delle scelte, non solo piazzare lampioni e aiuole.
    Altrimenti Trieste è destinata a diventare una città medio-piccola, la classica cittadina “nordestina” chiusa in se stessa dove il benessere si misura dalle Mercedes o Bmw.
    Bello il Blog, complimenti

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