Cooperazione sociale

Cooperazione Sociale

Vi segnaliamo inoltre un interessante articolo di Carmen Roll apparso sul Piccolo in data 12-02-2010.

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35 risposte a Cooperazione sociale

  1. enrico ha detto:

    E’ vero, talvolta ho paura che si decide di promettere il massimo con il minimo pur di aggiudicarsi una gara…non è un comportamento corretto, più che altro perché alla lunga la pagano tutti: i lavoratori, sempre meno garantiti, la cooperativa nel suo complesso, che non riesce a stare al passo, l’ente appaltatore, che ovviamente avrà un pessimo servizio, e, non dimentichiamolo, il cittadino che si ritrova con servizi raffazzonati alla meglio…
    Non è dappertutto così, anzi, ma tutto sommato credo che dobbiamo partire dal fatto che di fronte alla scelta tra perdere una gara (e lavoro per soci) e promettere il massimo con il minimo…beh, non va bene, ma capisco che qualche dubbio possa venire…
    Il problema è molto complesso, e io credo che ne vadano ricercate a monte le radici, e credo si tratti soprattutto di un problema politico. Penso che la politica, soprattutto di questi tempi, possa sembrare una cosa lontana dai problemi quotidiani, e probabilmente lo è, e proprio per questo penso abbia ancora più valore partecipare a un forum che sostiene progetti concreti per la Politica della città e non solo.
    E’ vero che spesso si fanno tante promesse poi non mantenute, ma non dobbiamo mai dimenticare che il coltello dalla parte del manico ce l’hanno sempre gli elettori…sta a noi adesso scegliere, valutare, giudicare, e vigilare poi proprio su quelle premesse e promesse.
    Forza soci, facciamo circolare le idee, svegliamoci, diamoci da fare, incontriamoci e scontriamoci, cominciamo a scegliere perchè anche non scegliere è una scelta!

  2. ForumTrieste ha detto:

    Vi segnaliamo un interessante articolo di Carmen Roll apparso sul Piccolo di oggi.

    https://forumtrieste2011.wordpress.com/2011/02/12/cooperazione-sociale-da-il-piccolo-12-02-2011/

  3. Giovanna ha detto:

    Ciao a tutti,
    sono Giovanna e lavoro in una delle più grandi cooperative sociali di Trieste ormai da anni. Leggendo le vostre opinioni su questo forum mi sono entusiasmata e allo stesso tempo scombussolata: dopo tanti anni di cooperazione sociale veder condividere finalmente certi temi che mi frullavano per la mente è stato liberatorio!
    Partendo dalla mia esperienza personale posso dire che, lavorando in un servizio territoriale, negli ultimi 4 anni ho visto combinare tanti danni da parte degli enti pubblici che hanno tagliato i fondi grazie ai quali i cosiddetti ‘svantaggiati’ hanno potuto vedere la loro vita sotto un’altra prospettiva, più umana, più di integrazione piuttosto che di esclusione. Assieme ad alcuni miei colleghi e ad alcune persone disabili che usufruivano dei servizi della nostra cooperativa siamo andati a ‘manifestare’sotto al comune dopo l’ennesima eresia: con criteri del tutto evidentemente inventati (la motivazione era in realtà economica) alcuni degli ‘utenti’fruitori del servizio si vedevano tagliare le ore che avevano a disposizione con noi da molti anni e grazie alle quali erano riuscite ad avere una quotidianità più umana e ‘normale’. Il sindaco e l’assessore alle politiche sociali che ben conoscete ci hanno ricevuti… e davanti alle nostre relazioni accuratamente studiate, all’interno delle quali spiegavamo il perchè ci sembrasse una follia quello che stavano facendo, hanno dato risposte imbarazzanti e spiazzanti. Io quel giorno me ne sono andata a casa frustrata, avvilita e col senso di aver perso una battaglia: la battaglia di chi cerca di difendere decenni di lotte e duro lavoro a favore di chi è più ‘debole’. Ormai gli appalti si fanno al ribasso, i servizi sono ridotti all’osso ed è vero che tutto ricade sulle spalle del socio-lavoratore e di chi usufruisce (quei pochi fortunati!) dei servizi. Però i soldi per mettere 25 alberi di natale in piazza Unità ci sono sempre… Si è perso il senso della cooperazione sociale secondo me negli ultimi anni, anni in cui le grandi coop sono diventate s.p.a. e dove nelle assemblee annuali dei soci i voti sono spesso ‘comprati’. Scusate, io sono molto avvilita, allo stesso tempo però voglio difendere la cooperazione sociale, un ideale e una realtà che amo e che ho sempre amato per come è nata e cresciuta e da difendere con i denti. Sono quindi molto felice di aver trovato altre persone con le quali poter lottare per questo…. Ciao a tutti

  4. Epifania ha detto:

    So che il Forum sta preparando un incontro pubblico sulla cooperazione sociale. Premetto che il tema delle cooperative di tipo ‘A’ non mi appassiona per niente, mi è difficile trovare cos’hanno di sociale, ma è forse un problema mio. Più interessante e coerente mi sembra il mondo delle ‘B’. Ma, invece di tante chiacchiere e vecchi discorsi ideologici mi piacerebbe che i presidenti/imprenditori sociali si presentassero con i rispettivi bilanci e dicessero senza fronzoli quale strategia imprenditoriale propongono per cercare lavoro. Visto che questo è il punto. Quali sono gli investimenti, quali i tagli, quali le richieste alle amministrazioni, quali le ragioni dei buchi o delle fragilità, quali le strategie (esplicite non i giochetti) per fare rete tra cooperative, per eliminare doppioni di servizi amministrativi, per unire forze e soprattutto competenze. Insomma che partissero dalla realtà invece di chiedersi se prendere o no ‘posizioni politiche’. E poi, se non sono capaci di fare tutto ciò o se contrabbandano ‘fantasie innovative’, con i soldi dei soci naturalmente, allora che ammettano la loro incompetenza e si vede cosa fare. Per garantire che l’inserimento lavorativo di chi ha meno possibilità di farcela sia una realtà, c’è bisogno di competenze non di presidenti che sembrano narcotizzati dalle loro stesse parole. Anche a loro i soci dovrebbero gridare in coro: svegliatevi! Ovvio, non son tutti così, ma diciamo che la specie abbonda in nettissima maggioranza.

  5. Margherita ha detto:

    Cara Epifania,
    il tuo intervento, nel tuo inconfondibile stile tagliente, fa pensare. Per questo te ne ringrazio.
    Rispetto a cooperazione di tipo A e di tipo B io penso, e credo che questa posizione sia condivisa dal gruppo di lavoro del forum, che dobbiamo lottare uniti per ottenere quello di cui abbiamo bisogno da parte degli enti pubblici! E cioè riconoscimento e sostegno di quella che è la nostra finalità pubblica, cioè “perseguire l”interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini”, come dice la legge 381 del ’91 che costituisce le due diverse tipologie di cooperazione sociale.
    La cooperazione di tipo B si distingue per la capacità di trasformare gli “assistiti” in lavoratori. Questo è il suo valore aggiunto. Personalmente penso che sarebbe bello che anche la cooperazione di tipo A, cioè quella che dà sostegno e assistenza a chi ne ha bisogno, avesse questa possibilità, di trasformare gli assistiti in lavoratori… Che ci fosse insomma un unico tipo di cooperazione sociale… che sa dare assistenza e sa anche trasformare gli assistiti in lavoratori.
    Ma insomma, la priorità adesso è essere uniti per ottenere quelle semplici cose che ci vengono negate e di cui invece – cooperative di tipo A e di tipo B – abbiamo bisogno!!!

    L’intervento di Giovanna va proprio in questa direzione e, come lei dice di essere contenta di aver trovato noi, io sono entusiasta che sia arrivata lei!

    Rispetto al tuo appello verso i presidenti e ai soci delle cooperative, il discorso è lungo e complesso. Mi sento comunque di condividere l’appello. Condivido però anche la valutazione che “non sono tutti così”. Nella nostra cooperativa ad esempio ci stiamo svegliando! E questo ce lo devi riconoscere invece di incazzarti e basta! Penso che tu sia contenta che ci stiamo svegliando. Allora dì anche questo (sì, so che a volte lo dici, ma dillo di più), non dire solo che sei incazzata, perchè se no la gente non si sente capita e si allontana e vi lascia soli a voi che siete così svegli!!

    Io non ho competenze imprenditoriali, non so valutare, non ho mai pensato a come si può definire una strategia imprenditoriale. Tu dici che molti presidenti sembrano narcotizzati. Anche molti soci, e anche molte persone in genere sembrano narcotizzate, incapaci di esprimere e portare avanti i loro interessi. Io in prima persona molto spesso mi sento narcotizzata. C’è qualcosa che ci narcotizza tutti.
    Allora cerchiamo di svegliarci. Troviamo un antidoto. Questo forum può essere un buon antidoto. Ma non basta.

    • Epifania ha detto:

      non sono affatto incazzato, mi piacerebbe che si partisse dai bilanci e dalle altre cose concrete che non ripeto. Quanto alle competenze se non ci sono si possono a volte imparare (che costa fatica personale) oppure chiedere aiuto (che costa ammettere che non si sa qualcosa). Mi riferivo essenzialmente a chi presiede o dirige. Il pesce puzza sempre dalla testa. Il Forum potrebbe essere uno strumento se rimane una palestra di proposte. Io propongo che si parta dalla questione lavoro formulata così: i cinque punti prioritari di strategia imprenditoriale delle cooperative sociali. Naturalmente ogni cooperativa presenta i suoi e in questi punti possiamo immaginare che ci sia il rapporto/richiesta alle amministrazioni pubbliche o razionalizzazione di servizi, o costruzione di reti o idee (sostenibili!) innovative. Se poi si usano parole come fratellanza, solidarietà, mutuo soccorso o altro, il fatto diventa un esercizio di stile di poco interesse. Quindi, ripeto, non sono affatto arrabbiato o deluso dalle idee che leggo e sento dei soci, mi sembra solo che si rischia di perdere di vista i fatti.

      • una palestra di proposte ha detto:

        Sono d’accordo che è importante non perdere di vista i fatti e riflettere non solo sulle nostre richieste-proposte nei confronti degli enti pubblici, ma anche sulle strategie imprenditoriali.

        Meno invece sull’idea che il forum sia uno strumento solo in quanto palestra di proposte.

        Sì, capisco che il discorso di Epifania è rivolto soprattutto ai dirigenti delle cooperative, e condivido la richiesta di una maggiore partecipazione da parte loro, ma vorrei dire ancora qualcosa su chi dirigente non è.

        Noi soci, i lavoratori, e quelli che vorrebbero essere lavoratori ma non ce la fanno… spesso non abbiamo proposte, non abbiamo progetti, ma abbiamo solo frustrazioni e senso di distanza e inadeguatezza nei confronti di tanti saggi (e non dico saggi solo con ironia, penso che qui sia davvero pieno di persone con una grande esperienza e un grande sapere) pieni di progetti. Nessuno ci ha mai insegnato a fare un progetto e a portarlo avanti. Spesso anzi abbiamo imparato nelle nostra esperienze di vita che per noi fare progetti – soprattutto sul piano politico – è impossibile.

        Io fortunatamente non ho imparato solo questo. Anzi ho imparato che trasformare tutto questo in qualcosa di costruttivo è possibile. Ecco, vorrei continuare a imparare in questa direzione, e vorrei che questo processo di apprendimento si potesse realizzare per tutti.

        Allora per me il forum è uno strumento se sa coinvolgere, emozionare, far sentire a tutti che le loro frustrazioni e i loro bisogni e desideri inespressi si possono esprimere e possono diventare un progetto costruttivo. Non direi che il forum debba essere solo una palestra di proposte, perchè mi dà l’impressione che allora chi non sa formulare proposte deve stare zitto o al massimo ringraziare chi fa proposte. Direi piuttosto che il forum – che sono molto felice che esista – deve essere anche una palestra di partecipazione, ascolto e confronto, e che solo in questo modo può diventare una palestra di proposte per tutti.

        margherita

      • non perdere di vista i fatti ha detto:

        dal mio punto di vista i fatti sono che per le cooperative sociali in questo momento è molto molto dura, e che spesso le condizioni lavorative sono pessime, e che comunque chi si trova a lavorare in condizioni pessime rimane un privilegiato perchè ci sono molti che un lavoro stabile non riescono nemmeno ad averlo.

        bisogna fare qualcosa per cambiare questa situazione!

  6. Roberto Mihel ha detto:

    Oggetto: borse lavoro…

    Introduco brevemente questo discorso non per fare polemica, ma – bensì – per una proposta che abbia un preciso fine! Non individuale, ma bensì in nome della collettività.

    Ciò che chiedo, è in breve, la discussione sulla questione delle borse lavoro che penalizzano chi ne usufruisce (finanziariamente).

    Cifre alla mano si può parlare di una media di 400 o forse 350 euro mensili, per numero 660 ed assunzioni di circa 60 per ogni anno. Ci sono, purtroppo, usufruttari di esse imprigionati per anni svariati. Se reputiamo 600 moltiplicato per 350 esse danno il risultato di 210.000 euro al mese. Se si pigliano degli stipendi normali (1.200 euro mensili) essi danno il risultato di 720.000 euro. Un minus valore di confronto di circa – 510.000 euro al mese. In un anno valore di circa 6.500.000 euro. Solo come perno centrale dell’economia cittadina; senza contare di quello che ne potrebbe roteare attorno. Circa 6.500.000 che in 10 anni fanno mancare in questa città circa 65.000.000 di euro: una voragine fallimentare!

    La mia proposta è di sostituire codeste con stipendi adeguati a tempo determinato, magari! Il vero fine è di togliere un umiliante assistenzialismo e di elevare codesta nostra città in termioni finanziari, consumistici, sociali, culturali, ed intellettuali, insomma! Codesto è il risultato finale che qui io propongo!

    P.S. So che ci sono dei politici che potrebbero non avere le idee chiare su codesto discorso. Anzi, sono favorevoli alle borse lavoro, pure a lunga durata. Proporrei ad essi di usufruire di una borsa lavoro di 350 euro mensili ed essere assistiti così. Preciso che io attualmente non usufruisco di nessuna borsa lavoro, ma di uno stipendio regolare. Grazie.

  7. Giovanna ha detto:

    Ciao a tutti, mai come in questo momento credo fermamente in una cosa: la cooperazione sociale deve partire dal basso, deve essere una piccola rivoluzione di donne e uomini che sanno che cosa significa lavorare insieme, che sanno che cosa vuol dire lavorare direttamente con le persone e con il disagio, che hanno voglia di mettersi in gioco e che abbiano la forza di dimenticarsi che c’è chi sta più in alto a decidere per loro. Dobbiamo essere noi a decidere tutti insieme per ricordarci che cosa è la cooperazione sociale e come è nata, dimenticandoci per qualche istante invece come è oggi diventata.
    Non è facile, tutta la società sembra remare contro, vuole far dimenticare e nascondere all’uomo medio (ormai visto quasi esclusivamente come consumatore) l’esistenza del diverso, del disagio, del sociale, delle difficoltà, del mutuo soccorso, etc. etc. Le decisioni politiche che si stanno prendendo in questi 2 anni vanno sicuramente nella direzione dell’apparenza: salviamo il salvabile, prendiamoci la parte dell’elettorato che ci interessa usando qualche trucchetto da compagna elettorale e tagliamo dove possiamo. E dov’è che si può tagliare più facilmente? Laddove i più deboli non potranno protestare, e se protesteranno non verranno ascoltati perché le loro voci hanno suoni diversi. Mah sì va! Tra 15 anni riapriremo anche i manicomi, con un nome diverso però, più bello, e con tanti fiori e siepi intorno per far vedere all’esterno che dentro si sta bene.
    Noi non vogliamo che accada questo vero? A volte ho l’impressione che dall’alto ci vogliano far credere che le cose siano più complicate di come sembrano e invece io credo che per stare meglio si debba partire dall’idea alla quale si vuol arrivare, che per stare bene non ci si deve fregare delle burocrazie ostiche o dei percorsi contorti che ci presenta la società al momento della partenza. Forse la semplicità è la chiave di tutto. Senza si e senza ma ha detto qualcuno. Ecco.

    • Margherita ha detto:

      sono d’accordo che è importante partire dal basso per portare avanti un cambiamento.

      tu dici però che dobbiamo dimenticarci di chi sta più in alto a decidere per noi. io penso invece che non dobbiamo mai dimenticarcene! anzi, dobbiamo in tutti i modi fare pressione su chi ha ruoli di potere per fare in modo di ottenere quello di cui noi e chi è più debole di noi abbiamo bisogno! cercare di farlo con il voto e con tutti gli altri strumenti a nostra disposizione (compreso questo forum).

      ciao, un abbraccio

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