B. Qualità urbana

B. Qualità urbana

B.1. Mobilità Sostenibile

Aumentare in maniera dissennata e non pianificata strade e parcheggi, come ormai è dimostrato, vuol dire solo attrarre più traffico. Eppure, a parte alcune “occasionali” pedonalizzazioni e un timido aumento della zone a traffico limitato, l’amministrazione comunale in 10 anni non ha mai messo mano alla mobilità urbana complessiva e non è stata capace fino a oggi di adottare il Piano del Traffico, che per legge dovrebbe essere istituito ogni due anni e che invece è assente a Trieste dall’ottobre del 1998! Un’amministrazione moderna lavora concretamente per una mobilità più spedita, più pulita, più sicura, più attenta alla qualità della vita e dell’ambiente e ha come obiettivo il contenimento della domanda di trasporto individuale motorizzato, a favore di forme di trasporto diverse dall’auto privata. Alcune proposte: a. razionalizzazione della viabilità pedonale e ciclabile attorno alla stazione dei treni e degli autobus (leggi attraversamenti selvaggi della carreggiata, spesso per pigrizia, altrettanto spesso per difficoltà di utilizzare i sottopassi con bagagli al seguito) e istituzione di un parcheggio a rotazione rapido per carico e scarico passeggeri; b. rotatorie: sono soluzioni che snelliscono molto il traffico e riducono fortemente gli incidenti, soprattutto mortali; Trieste sta iniziando ora troppo timidamente a costruirle.

B.2. Marciapiedi: tot km all’anno

Lo stato dei marciapiedi e la presenza di scivoli per carrozzine è spesso un indicatore del decoro e della sensibilità di una città. Il nuovo sindaco dovrebbe impegnarsi a rimettere a posto un adeguato numero di marciapiedi all’anno, rendendoli agibili anche da carrozzelle. Chiediamo al nuovo sindaco di stabilire una collaborazione istituzionale con le associazioni dei portatori di interessi per programmare e realizzare il progressivo abbattimento delle barriere architettoniche.

B.3. Rimozione ‘n’ barriere architettoniche all’anno

La città è praticamente inagibile per chi ha gravi disabilità motorie. Di concerto con le associazioni dei portatori di interesse specifico, si deve costruire un programma pluriennale di rimozione delle barriere alla libera circolazione. Chiediamo al nuovo sindaco di stabilire una collaborazione istituzionale con le associazioni dei portatori di interessi per programmare e realizzare il progressivo abbattimento delle barriere architettoniche.

B.4. Risistemazione di Ponterosso

Ponterosso è un’area centrale di notevole valore per commercianti e turisti. La si potrebbe valorizzare molto meglio di quanto non stia venendo fatto. Come? L’idea del ponte era così peregrina? Vanno rimossi tutti gli asfalti, sicuramente potenziate le aree verdi, eliminato il parcheggio e studiati altri abbellimenti senza necessità di mega progetti.

B.5. Risistemazione della Pineta di Barcola

La Pineta di Barcola è un sito ad altissima frequentazione estiva. Mancano servizi igienici e si potrebbe immaginare che la fontana possa essere utilizzata come piscina per bambini, garantendo i requisiti di sicurezza (altezza dell’acqua e veloce riciclaggio dell’acqua medesima), mentre potrebbe essere studiato un sistema di zattere che potrebbe essere ancorato a mare per ampliare l’accessibilità all’acqua e lo spazio fruibile dai bagnanti.

B.6. Progetto Piazzale Giarizzole

Da ormai due anni è pronto un progetto di massima per la riqualificazione degli spazi verdi al centro del quartiere di Giarizzole. Il progetto è stato predisposto con la partecipazione attiva degli abitanti e degli operatori della Microarea. Il passo verso la sua traduzione in un progetto esecutivo è breve. Chiediamo al Comune che si giunga finalmente alla realizzazione di questo intervento, anche ricorrendo a diversi canali di finanziamento. L’attuazione del progetto dovrebbe costituire il momento di avvio di un programma più ampio di riqualificazione delle periferie. Il programma potrebbe intitolarsi: una nuova piazza all’anno. Ogni anno un progetto dovrebbe essere messo a punto con la partecipazione attiva degli abitanti e delle diverse istituzioni preposte alla gestione di immobili e servizi (oltre al Comune, Ater, Ass …).

B.7. Traffico tranquillizzato

A Trieste il traffico va tranquillizzato. La città deve diventare sicura per tutti coloro che la percorrono a piedi. Nei rioni residenziali, le strade di scorrimento dovrebbero essere fornite di dispositivi di rallentamento, oppure – e sarebbe più bello – dovrebbero venire ridisegnate con sezioni più strette e andamenti più sinuosi. Così le macchine sarebbero costrette a ridurre la velocità. Alcune proposte e richieste alla nuova giunta comunale: 1.Garantire la possibilità di salire a bordo dei mezzi pubblici con il passeggino aperto; 2. Incentivare l’uso dei mezzi pubblici fuori dagli orari di punta, da parte di chi non è vincolato da orari di lavoro o studio; 3. Esiste già da un po’ di tempo la figura del volontario che, in prossimità delle scuole, ‘protegge’ l’attraversamento sulle strisce pedonali dei bambini e delle bambine. Sarebbe interessante estendere questo servizio con la presenza di una o più persone presenti lungo i tragitti più frequentati e/o sui mezzi di trasporto pubblici più utilizzati per e dalle scuole in modo da creare dei percorsi “osservati”; 4. Sempre sul traffico: a volte basterebbe far rispettare regole che già esistono, senza ricorrere a nulla di nuovo. Un esempio eclatante, sono i divieti di sosta sulle arterie principali (v. Carducci, v. Coroneo, v Ghega, v. Milano, v Valdirivo, Corso Italia…) che dovrebbero essere fatti rispettare prioritariamente rispetto ad altre zone meno critiche.

B.8. Parcheggi per residenti

In quasi tutte le città europee i residenti possono parcheggiare gratuitamente nel loro quartiere. Le aree di parcheggi riservati solo ai residenti vanno estese ovunque. Questa misura ha un costo ovviamente (cartelli, rilascio distintivo, ecc.), che sarà ampiamente coperto dalla multe in massa che si affibbiano a coloro che non rispettano il divieto. In zone altamente commerciali (tipo Cavana, parte di S. Vito bassa) o con importante presenza di locali pubblici (bar, ristoranti, cinema) si possono riservare i parcheggi ai residenti dalle 18 alle 9 del mattino.

B.9. Orti urbani

Nei quartieri periferici, la presenza di spazi aperti e verdi rappresenta un fattore qualificante che oggi non viene però assolutamente sfruttato e valorizzato. Chi abita in questi luoghi potrebbe infatti in pochi minuti immergersi in brani di campagna urbana, avere un orto da coltivare, godere della prossimità alla “natura”. Ma, di fatto, così non è. Perché non allestire a orti urbani gli spazi verdi di proprietà del Comune? Attraverso interventi leggeri di infrastrutturazione (acqua, illuminazione), perché non renderli disponibili alla gestione da parte dei cittadini? Perché non immaginare il coinvolgimento, nella ri-progettazione di queste aree, non solo degli abitanti dei quartieri limitrofi, ma anche delle istituzioni e dei servizi che già operano nelle periferie (come, ad esempio, le microaree)?

B.10. Connessioni wi-fi gratuite

Il Comune di Trieste sta investendo con notevole ritardo per garantire delle connessioni wi-fi gratuite in una manciata di locali e spazi pubblici. Chiediamo che il nuovo sindaco si impegni a estendere questa rete nel più breve tempo possibile, con l’obiettivo finale di garantire la copertura gratuita dell’intero territorio comunale. Allo stesso modo, chiediamo che la fruizione di queste connessioni sia il più libera e semplice possibile e che sia aperta a chiunque si trovi in città.

B.11. Il più grande roseto europeo

Nel Parco di S.Giovanni sono già state installate più di 5000 piante di rosa. Il programma può procedere in S.Giovanni, ma se il giardino dell’ex ospedale Santorio – che comunque la Sissa che vi si è installata deve recuperare – fosse destinato anch’esso al roseto, ne potrebbe derivare (tra i due siti) il più grande roseto d’Italia e forse d’Europa, con un costo molto limitato, costituendo un’importante attrazione turistica, oltre che elemento di decoro per la città. L’ASS1, la Provincia e l’Università hanno contribuito al recupero del Parco che assieme al Comune di Trieste potrebbe raggiungere livelli di eccellenza.

B.12. Valorizzazione delle scale cittadine

Camminare, incontrarsi, godere la città: da un rapido censimento risulta che in città ci sono ben 130 scale, disseminate per risolvere problemi che l’orografia triestina impone. Alcune scale sono piccole, nascoste; altre di grande pregio monumentale, e in luoghi chiave; certamente un patrimonio che caratterizza fortemente il tessuto urbano e che spesso è trascurato e non utilizzato nelle sue eccezionali particolarità. Non ci si può limitare alla manutenzione e al restauro delle scale una tantum. E’ necessario sostenere la loro valorizzazione e un programma di educazione che coinvolga tutti, dall’infanzia – nell’autonomia dell’andare a scuola – nel quadro di una strategia complessiva per la nuova salute, in linea con le direzioni progettuali che in tante città europee fanno già da guida.

B.13. Giochi per tutte le età nei giardini

Sul modello di Tuzla, Sarajevo e Ginevra, chiediamo che l’amministrazione comunale provveda a installare in alcuni giardini della città giochi per le persone di tutte le età, liberi e accessibili. Il costo dell’iniziativa sarebbe ovviamente molto contenuto, a fronte di un potenziale di socializzazione notevole.

B.14. Bancarelle e qualità

La città è spesso invasa da bancarelle per manifestazioni secondarie e di scarso richiamo. Non sarebbe male ridurre la frequenza di questi eventi, valorizzando solamente quelli che possano esprimere un’elevata qualità. Tutti parlano di qualità. La città dovrebbe tornare a essere esigente su questa questione e in particolare nell’ambito di tutte le attività commerciali.

B.15. Estensione piste ciclabili protette

Detto che la mobilità in bici su tutto il territorio triestino è riservata a Superman e pochi altri eletti, in centro – dove invece ci si potrebbe muovere senza problemi – scegliere la bicicletta si rivela spesso una mossa suicida. L’unica pista ciclabile, degna di questo nome, è stata realizzata dalla Provincia. Si deve predisporre una rete di percorsi-progetto sentendo il maggior numero possibile di interessati. In tal senso, chiediamo al nuovo sindaco di istituire un “Ufficio biciclette” che, in convenzione e stretta collaborazione con le associazioni che da anni si occupano di questa questione, programmi e realizzi quanto necessario.

B.16. Scuola di giardinaggio

Non esiste a Trieste, né nella regione, una scuola di giardinaggio, nonostante la cultura del verde e il numero e la qualità dei giardini si stiano espandendo. L’assenza di manodopera qualificata scoraggia il processo di sviluppo in un settore che è indubbiamente destinato a potenziarsi. Si tratta di costituire una scuola che formi da un lato manodopera qualificata e dall’altro persone capaci di progettare nel concreto giardini pubblici e privati. La scuola edile potrebbe essere un elemento portante, così come il parco di S.Giovanni in via di ripristino globale potrebbe essere il “banco di lavoro” di questa scuola, che potrebbe organizzare anche corsi brevi per persone appassionati della materia.

B.17. Collegamento metropolitano

Per quanto di competenza, il Comune di Trieste, quello di Duino-Aurisina e l’Amministrazione provinciale dovranno procedere quantomeno alla promozione della progettazione della metropolitana da realizzarsi sul sedime ferroviario quasi interamente esistente sia in superficie che in galleria per collegare l’aeroporto di Ronchi dei legionari, Monfalcone, Sistiana, Aurisina, e Capodistria. L’opera, la cui fattibilità è già stata oggetto di studi, costituirà l’asse portante di quell’area vasta che sin d’ora va considerata per la dislocazione dei servizi, per l’insediamento delle attività economiche e per i profili urbanistici in avvenire.

B.18. Il verde pubblico e le potature

Ogni città che si rispetti ha un regolamento del verde urbano pubblico (e privato), regolamento che tutela alberi, arbusti, giardini assicurando la giusta manutenzione. A Trieste le potature non sono regolamentate: gli alberi dei viali vengono capitozzati, mentre potrebbero essere trattati secondo natura con potature più limitate; i privati, per emulazione, capitozzano le latifoglie e persino le conifere dei loro giardini: basta potature selvagge!

B.19. Studio di fattibilità per La Teleferica Carso-Miramare

Sarebbe importante verificare la fattibilità tecnica ed economica e la compatibilità ambientale di un possibile collegamento su cavo tra l’altopiano e il mare. La zona che si propone più facilmente interessa Prosecco alla fine della passeggiata “napoleonica”, mentre la stazione bassa dovrebbe collocarsi alla fine della passeggiata di Barcola. In un tempo successivo, potrebbe essere studiato un secondo collegamento più vicino alla baia di Sistiana. L’intento piuttosto evidente consiste nel favorire la fruizione congiunta del mare e del Carso triestino offrendo specie a questo ultimo una notevole attrazione turistica provvista di una buona redditività, che non è sufficientemente garantita dalla trenovia esistente.

B.20.Canile per padroni in difficoltà

A Trieste manca una struttura capace di accogliere i cani di persone in difficoltà o passate a miglior vita. Esiste un mega progetto comunale al riguardo, rimasto però sulla carta. Un’associazione di amici degli animali ha suggerito la creazione di un canile da 40 posti, del costo di circa 400 mila euro, che risolverebbe la questione. Senza considerare poi che il lavoro da loro svolto somiglia molto a quello degli operatori sociali, visto che entrano in contatto con situazioni di particolare disagio di cui, bene o male, finiscono poi per interessarsi. Il canile deve avere caratteristiche di assoluta transitorietà e avvalersi della capacità operativa delle associazioni di volontariato.

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