A. Azioni di buon governo

A. Azioni di buongoverno

A.1. Un “centro” in ogni rione

Nelle parti centrali della città, così come in quelle periferiche, ogni rione ha spesso un suo “centro storico”, che va rivalorizzato, arricchito di richiami, iniziative, investimenti, attività. Laddove non esista un “centro storico”, andrebbe identificato uno spazio di riferimento collettivo appropriato da riqualificare e, negli immediati dintorni, andrebbero concentrate varie attività di richiamo, attrezzature e servizi per la comunità.

A.2. Nomine politiche e competenze

Il Comune ha competenza di nomina dei propri rappresentanti in molti enti (Acegas, Ezit…). Fermo restando che lo spoil system è ampiamente discutibile, occorre assicurare che le nomine fatte dal Comune rispondano a criteri di effettiva competenza tecnica. Una competenza che dovrà venire valutata da commissioni indipendenti.

A.3. Ufficio Comunale fondi europei

Esiste evidentemente un problema di allocazione delle risorse disponibili, legato in parte alla (in)capacità di attrarre finanziamenti istituzionali. Per farsi un’idea del nostro ritardo, è sufficiente confrontare il numero di progetti presentati dal Comune di Capodistria agli ultimi bandi Interreg rispetto a Trieste. L’Ufficio Europeo deve avere un ruolo attivo tra i diversi settori del Comune e essere investito di specifica valenza istituzionale. Le strategie di ricerca fondi vanno strettamente collegate alle priorità tematiche identificate dalla Giunta Comunale. Di conseguenza tutti gli uffici della municipalità dovrebbero inserire nei propri obiettivi annuali lo specifico appoggio (sulle tematiche di propria competenza) all’Ufficio Europeo.

A.4. Organo di verifica degli strumenti per lo sviluppo economico

L’attuale crisi economica ha ribadito una volta in più che un vasto dispiegamento di risorse non è sufficiente, di per sé, a stimolare la crescita economica. Occorre che l’utilizzo di queste risorse sia calibrato precisamente. In questo senso, potrebbe risultare essenziale il varo di una serie di strumenti per la verifica ed eventuale correzione delle misure adottate, tramite la rilevazione a livello comunale degli effetti delle politiche messe in campo dalla Regione. Una mossa di questo genere si impone come ancora più necessaria, se consideriamo che la crisi appare ben lontana dal termine, che la timida crescita del Pil non è in grado di assorbire i danni fin qui patiti dalla nostra economia e che la fine degli ammortizzatori in deroga determinerà una recrudescenza del problema occupazionale.

A.5. Green Economy

Posti di lavoro: di questo ha soprattutto bisogno Trieste per i giovani e i meno giovani. Quali facilitazioni può attivare il Comune (con EZIT, Camera di Commercio, etc.) per sostenere imprenditorie legate alla green-economy? Quali alleanze con SISSA, Università e Area di Ricerca per sostenere iniziative economiche al servizio dell’ambiente? L’assessorato all’Ambiente non potrebbe essere dedicato eminentemente allo sviluppo di tutto ciò? Dal fito-rimedio ai prodotti da riciclo totale, dall’applicazione di nuove tecnologie sperimentali sulle fonti energetiche, quanto futuro potrebbe fondarsi sul sistema scientifico triestino, se se ne favorisse la traduzione sperimentale in attività produttive?

A.6. Raccolta differenziata

Malgrado la presenza di cassonetti per la raccolta differenziata, pare che tutti i rifiuti raccolti vengano poi bruciati indistintamente. Inutile sottolineare l’assurdità della vicenda e la necessità di porvi rimedio. Com’è possibile poi che l’attuale Giunta non abbia mosso un dito al riguardo? Trieste è lontanissima dall’aver attivato una raccolta differenziata. Paradossalmente può oggi essere in vantaggio, perché esperienze di altre città (rifiuti zero, riciclo totale) possono essere copiate evitandone gli errori. Occorre rapidamente assumere i modelli più avanzati (alcune aree del Veneto, Trentino e Lombardia, ad esempio) e produttivizzare al meglio il riciclo, ottenendo così significativi posti di lavoro.

A.7. Raccolta Differenziata/Ecobank

Quando i vuoti sono pieni di valore: succede in molte città d’Italia dove si scambiano lattine e bottiglie di plastica in cambio di euro. In pratica si tratta di piccole stazioni automatiche dove si possono introdurre bottiglie di plastica PET e le lattine di alluminio e acciaio per bevande, in cambio di 2 centesimi di euro, consegnati in forma di bonus da spendere in negozi e supermercati convenzionati. Il funzionamento non è troppo lontano da quello che animava il buon vecchio vuoto a rendere. Il progetto però, si chiama Ecobank e da subito ha avuto grande successo.

A.8. Ridurre i rifiuti da imballaggio

L’obiettivo è “alleggerire” il territorio dai rifiuti di imballaggio. Numerose iniziative già sperimentate in Italia e in Europa dimostrano il successo di progetti che permettono ai cittadini di attingere a diverse categorie di prodotti direttamente “alla fonte”, evitando che le persone continuino ad acquistare e a consumare gli imballaggi nei quali tali prodotti vengono confezionati.

A.9. Progetti per il Carso

Il Carso non può essere trattato come zona meramente residenziale. Vi è un sistema di tutele della flora, dell’ambiente, etc. etc. Questo sistema va rivisto affinché ciò che deve essere tutelato lo sia davvero e contemporaneamente si favoriscano attività produttive, commerciali, agricole e turistiche in parte già proposte da chi vive in Carso e vuol lavorare dove vive. Perché non prendere esempio da ciò che avviene nella parte slovena?

A.10. Un bilancio comunale comprensibile a tutti

La stesura del bilancio comunale rappresenta un atto politico in sé: la facilità della sua lettura denota infatti la volontà di renderlo o meno comprensibile a tutti i cittadini – e quindi da loro controllabile. Chiediamo pertanto che il Comune si impegni a comunicare e diffondere i risultati di bilancio nel modo più semplice in cui i risultati di bilancio sono diffusi in maniera divulgativa e messi chiaramente in rapporto agli obiettivi e priorità dell’amministrazione.

A.11. Il riconoscimento delle coppie di fatto

Chiediamo che la nuova Giunta segua l’esempio del Comune di Torino, riconoscendo le unioni civili basate sul vincolo affettivo. L’anagrafe dovrebbe quindi essere chiamata a rilasciare un documento a tutte le coppie che dichiareranno allo sportello di convivere «per motivi affettivi». Tale documento-non sostitutivo dello stato di famiglia-attesterà che quelle due persone costituiscono un’unione di fatto e che, di conseguenza, potranno godere di particolari diritti.

A.12. Cooperazione decentrata

La cooperazione decentrata va intesa come un sistema organizzato di partenariati territoriali di sviluppo e solidarietà tra comunità locali del sud e del nord del mondo che hanno lo scopo di far lavorare insieme i propri attori, in modo coordinato, per gli obiettivi e con i metodi dello sviluppo umano. Partenariati che intervengono a livello locale e cercando collegamenti a livello nazionale e internazionale, in dialettica costruttiva con i Governi centrali e con le Organizzazioni Internazionali. A quale tipo di sviluppo la cooperazione decentrata del Comune di Trieste può apportare il suo contributo originale e di qualità? Perché, e a quali condizioni, lo sviluppo locale sul quale si basa la cooperazione decentrata può essere elemento propulsivo per migliorare la generale qualità dello sviluppo anche nel nostro Comune?

A.13. Città Della Vela

La vela è uno sport complesso, di competizione di squadra e individuale, un gioco con la natura, una sfida che permette esperienze al contempo divertenti ed educative. Come e con quali risorse renderlo accessibile? Con quali risorse pubbliche e private? Le future concessioni demaniali (tutte da rinnovare attraverso gare pubbliche secondo le nuove norme dell’UE) vanno vincolate a precisi impegni delle Società della vela per rendere accessibile la pratica della vela a tutti coloro che ne dimostrano interesse, anche costringendo le stesse a rivedere i loro Statuti eliminando quegli articoli che discriminano l’accesso e favoriscono cooptazioni esclusive e autoreferenziali.

A.14. Potenziamento dei traghetti

I collegamenti via mare, con sistemi di trasporto veloce e/o di traghetti, andrebbero implementati in direzione di tutto il litorale fino a Venezia e verso le isole e la costa istriana, ripristinando vecchie linee che oggi potrebbero avere certamente più utenza del passato, dato la caduta dei confini e lo sviluppo turistico. Favorirebbero inoltre lo sviluppo del turismo verso Trieste. La promozione e l’aumento di trasporti via mare verso Grignano, Sistiana o Muggia sarebbe inoltre un buon modo per promuovere forme di mobilità sostenibile.

A.15. La comunicazione del rischio ambientale

Per garantire efficacia e sostenibilità (economica e sociale) degli interventi, anche complessi, di prevenzione o di riduzione dei rischi ambientali è necessaria una strategia di comunicazione che coinvolga tecnici, esperti, amministratori e cittadini in un costante flusso di informazioni e dialogo tra le parti. Esempi in altri paesi hanno dato risultati eccellenti, reperendo anche alternative innovative in seguito realizzate.

A.16. Sportello turismo in stazione

Sempre più turisti scelgono di passare qualche giorno a Trieste. I servizi del settore, però, non sono sempre all’altezza delle necessità, come sottolineato da diversi visitatori al termine della vacanza. Stupisce, più di qualunque altra mancanza, l’assenza di un ufficio turistico all’interno della stazione dei treni – che sarebbe ovviamente fruibile anche dalla vicinissima stazione degli autobus. Allo stato attuale, i visitatori appena giunti devono recarsi fino a Piazza Unità, ammesso e non concesso che siano a conoscenza dell’esistenza in loco di un ufficio.

A.17. Multe inique: Gabinetti pubblici

La Giunta Dipiazza ha stabilito un’ammenda di 500 euro per chiunque venga sorpreso a orinare per strada, organizzando anche dei controlli in borghese. Riteniamo l’entità dell’ammenda sproporzionata e sottolineiamo che, in molte delle zone più frequentate nelle sere del fine settimana (a cominciare dai dintorni di Piazza Unità), mancano del tutto i gabinetti pubblici. Chiediamo quindi al nuovo sindaco di ripristinare una proporzione sensata fra illecito e sanzione, oltre che di provvedere quanto prima all’installazione di gabinetti pubblici e gratuiti nei pressi dei luoghi più frequentati.

A.18. Multe inique 2: Rovistare nelle Scovazze

Vogliamo sia abolito l’articolo del regolamento della nettezza urbana che ha introdotto le multe per chi va a rovistare nei cassonetti della spazzatura. Se si tratta di punire chi per povertà è costretto a farlo, ci sembra una vera vergogna. Altre misure per mantenere dignitosa e decorosa la nostra città devono essere prese in considerazione, così come altre sono le iniziative per ridurre la povertà nel rispetto dei diritti di cittadinanza di tutti.

A.19. NO OGM

Chiediamo che il nuovo sindaco si pronunci chiaramente sulla questione delle colture OGM, vietandone la creazione sul territorio triestino. Una scelta del genere gioverebbe anche al mercato dei prodotti coltivati nel Triestino. Da un lato, infatti, l’origine territoriale sarebbe di per sé garanzia della loro genuinità. Dall’altro, sempre più catene di grandi distribuzione chiedono una certificazione su tutta la filiera del prodotto, per garantire al consumatore che non è stato fatto alcun ricorso agli OGM.

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