100 progetti

C’è dibattito costante sui contenitori del lungomare, del porto, della Ferriera, sul rigassificatore, sulle bonifiche, sulla destinazione di importanti comprensori. L’estensione e l’approfondimento del dibattito e delle scelte dovrebbe comportare prima di tutto un grande sforzo di trasparenza e di informazione su tutte le opzioni messe in campo, ma contemporaneamente dovrebbe evitare di monopolizzare l’attenzione generale. Riteniamo che lanciare almeno cento progetti molto più piccoli ma “a portata di mano”, che non sostituiscano i grandi progetti ma non ne vengano a loro volta soffocati e annullati, debba dare concretezza e verificabilità all’azione amministrativa. Si faccia subito ciò che si può fare subito, intanto che si decide (senza improvvisazioni) cosa si deve fare domani e quanto esige un tempo lungo di studio o di realizzazione.
Lanciamo questa campagna pubblica per identificare questi cento piccoli progetti, scegliamoli e realizziamoli.
Cominciamo a elencarli qui via via che si sviluppa una progettazione condivisa.

I progetti finora raccolti e pubblicati sono raggruppati in 5 gruppi:

A. Azioni di buongoverno: Un “centro” in ogni rione; Nomine politiche e competenze; Ufficio Comunale fondi europei; Organo di verifica degli strumenti per lo sviluppo economico; Green Economy; Raccolta differenziata; Raccolta differenziata/Ecobank; Ridurre i rifiuti da imballaggio; Progetti per il Carso; Un bilancio comunale comprensibile a tutti; Il riconoscimento delle coppie di fatto; Cooperazione decentrata; Città della vela; Potenziamento dei traghetti; La comunicazione del rischio ambientale; Sportello turismo in stazione; Multe inique: Gabinetti pubblici; Multe inique 2: rovistare nelle scovazze; NO OGM.

B. Qualità urbana: Mobilità sostenibile; Marciapiedi: tot km all’anno; Rimozione di ‘n’ barriere architettoniche all’anno; Risistemazione di Ponterosso; Risistemazione della Pineta di Barcola; Progetto Piazzale Giarizzole; Traffico tranquillizzato; Parcheggi per i residenti; Orti urbani; Connessioni wi-fi gratuite; Il più grande roseto europeo; Valorizzazione delle scale cittadine; Giochi per tutte le età nei giardini; Bancarelle di qualità; Estensione piste ciclabili protette; Scuola di giardinaggio; Collegamento metropolitano; Il verde pubblico e le potature; Studio di fattibilità per la Teleferica Carso-Miramare; Canile per padroni in difficoltà.

C. Per i giovani: Centro culturale gestito dai giovani; Doposcuola in tutti i quartieri; Contro la dispersione scolastica; Integrazione scolastica dei bambini stranieri; Lo sviluppo del “Parco dei bambini”; Studenti: volontariato in cambio di affitto; Alloggi per i giovani: il portale del Comune; Un sito web per la promozione del territorio; Portale Internet musica; Sale prove musicali; Sale per registrazioni musicali; Bus notturni; Playground; Promozione dello sport giovanile e dilettantistico; Squadre sportive al servizio dei ragazzi; Scambi tra i giovani da Trieste ai Balcani.

D. Politiche Sociali: Welfare di comunità; Invece che in casa di riposo; Il Reddito di Base; Gli asili nido; Potenziare le Microaree; Cooperazione sociale; Rientro minori di età dalle comunità fuori provincia; Il garante del diritto dei detenuti; Le misure alternative alla detenzione carceraria; Progetto “iniquitalia”.

E. Cultura: L’Università come risorsa per il territorio; Ripristino del FEST; Il Parco Culturale di San Giovanni; Per i teatri; I sette cimiteri come patrimonio culturale; Dare voce a diverse culture: concorso letterario; Favorire la conoscenza della lingua e della cultura slovena.

Attendiamo naturalmente nuove proposte che potete inviarci nel Blog

https://forumtrieste2011.wordpress.com

o all’indirizzo e-mail

forum.trieste@gmail.com

Un “centro” in ogni rione
Ufficio fondi europei
Organo di verifica degli strumenti per lo sviluppo economico
Il reddito di base
Potenziare le Microaree
Invece che in casa di riposo
Raccolta differenziata
Connessioni wi-fi gratuite
Progetti per il Carso
Un bilancio comunale comprensibile a tutti
Cooperazione sociale
Doposcuola in tutti i quartieri
Contro la dispersione scolastica
Ripristino del Fest
Cooperazione decentrata
Il garante dei diritti dei detenuti
Le misure alternative alla detenzione carceraria
No OGM
Integrazione scolastica dei bambini stranieri
Favorire la conoscenza della lingua e della cultura slovena
Il riconoscimento delle coppie di fatto
Marciapiedi: tot km all’anno
Rimozione n barriere architettoniche all’anno
Risistemazione di Ponterosso
Risistemazione della Pineta di Barcola
Orti urbani
Progetto Piazzale Giarizzole
Il più grande roseto europeo
Il parco culturale di S. Giovanni
Valorizzazione delle scale cittadine
I sette cimiteri come patrimonio culturale
Lo sviluppo del “Parco dei bambini”
Centro culturale gestito dai giovani
Studenti: volontariato in cambio di affitto
Alloggi per i giovani: il portale del Comune
Un sito web per la promozione del territorio
Portale internet musica
Sale prove musicali
Sale per registrazioni musicali
Bus notturni
Playground
Promozione dello sport giovanile e dilettantistico
Squadre sportive al servizio dei ragazzi
Giochi per tutte le età nei giardini
Sportello turismo in stazione
Bancarelle e qualità
Estensione piste ciclabili protette
Parcheggi per residenti
Traffico tranquillizzato
Canile per padroni in difficoltà
Multe inique 1: gabinetti pubblici
Multe inique 2: Rovistare nelle scovazze
Scuola di giardinaggio
Raccolta differenziata/ecobank
La città della vela
Concorso letterario
Progetto Iniquitalia
Minori e affido
Mobilità sostenibile
Potenziamento dei traghetti
Ridurre rifiuti da imballaggio
Università come risorsa
Collegamento metropolitano
Studio di fattibilità teleferica Carso-Miramare
Gli asili nido
Comunicazione rischio ambientale
Verde pubblico e potature
Scambi tra giovani da Trieste ai Balcani
Per i teatri

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12 risposte a 100 progetti

  1. Carmen Roll ha detto:

    Raccolta differenziata/ecobank. A me piacciono tutte queste idee eco. Anche questo progetto. Penso però che la questione smaltimento rifiuti appartenga quasi di più ai “grandi temi” della città che non ai “100 progetti”. Mi risulta che il PIANO dello smaltimento è di competenza della Provincia (almeno 10 anni fa era così) e vale per tutto l’ambito provinciale. Credo che vada fatto un piano COMPLESSIVO, di cui il riciclo è il uno dei pezzi importanti (gli altri due: rifiuti non riciclabili e raccolta del umido).
    In Germania tutti gli involucri riciclabili hanno il punto verde sulla confezione e vanno messi nei cosidetti sacchi gialli che la gente una volta alla settimana mette sul marciapiedi.
    Ma: il tutto a mio avviso incomincia dai VOLUMI. Come ridurre i volumi? Come incentivare i cittadini a ridurre volume per evitare camionate inutilmente trasportate?
    quali metodi?
    Altre domande:
    1. come rendere l’inceneritore il più moderno e non inquinanate del mondo? per vendere i suoi servizi all’area vasta e vastissima. Porta soldi nelle casse del comune!!!
    2. Il riciclo efficace richiede interventi a monte. Un Comune in Italia (mi sembra di aver letto) ha vietato sul suo territorio la vendita di prodotti confezionati in certi contenitori
    3. le macchine del ecobank sinceramento non so più chi li usa? Si rompono, vengono spaccati (mi vedo già con il mio fagotto che trovo la macchina che non funziona e vago per la città in cerca di una funzionante). Quello che funziona ovunque sono FORTI CAUZIONI su bottiglie (preferibilmente vetro) che vengono rese vuote nei negozi e supermercati dove sono state acquistate. Semplice ed efficace (ma siccome non chiede investimenti forse troppo semplice da essere interessante x chi vuol vendere
    macchine).
    4. La raccolta porta a porta come unico sistema veramente efficace??? Io ho 2 grandi bidoni in casa per carta e bottiglie. Ma non tutti hanno lo spazio.
    5. la campagna sull’acqua 0 km (lo fa la Litizzetto per la COOP). Gasarsi l’acqua in casa con il soda-stream, bere dal rubinetto
    Scrivo queste domande solo per elencare alcuni problemi, possibili progetti che però devono discendere da un piano COMPLESSIVO. Altrimenti ho paura che di iniziative una “scarpa e uno zoccolo”.
    Progamma per la “Città che vogliamo”: Rivedere tutto il piano dello smaltimento della città, studiare i sistemi più efficaci ed ECOMICI PER IL CITTADINO in giro per il mondo ed addottare un cambiamento radicale del nostro sistema.

  2. Piero Ongaro ha detto:

    Carmen Roll centra il problema in maniera molto chiara quando esprime il timore che i progetti espressi si rivelino una “scarpa e uno zoccolo”.
    Premesso che la vostra iniziativa è molto chiara, utile e lodevole, vorrei sottoporre alcune riflessioni.
    I 100 progetti sono tutti interessanti, qualcuno più, altri un po’ meno, ma stentano a dar vita ad una strategia complessiva. Per esempio non so se l’ecobank sia efficace o meno, mi sembra però che il problema dei rifiuti sia una questione complessa ed articolata che non può prescindere da determinate riflessioni, ovvero del livello estremamente basso della raccolta differenziata a Trieste (20% circa); un dato vergognoso per una città ‘europea’; che nelle città provviste di inceneritore questo dato è sempre problematico (anche nella ‘virtuosa’ Brescia per esempio); che solo la raccolta porta a porta ha dato e dà risultati buoni (anche nelle città medie si può fare, come dimostra l’esempio di Salerno).
    Un altro esempio parte dal progetto ‘Un “centro” per ogni rione’: concordo con la proposta, ma anche qua sarebbe interessante farla parte di un progetto più organico, dove i centri diventano i luoghi nodali di una città policentrica basata sulla rete di trasporto pubblico: è là che andrebbero collocati i servizi, i luoghi e le funzioni pubbliche (centri civici, piscine, parchi, ecc), un po’ come la struttura di una rete. Quindi va bene il progetto, ma sarebbe forse opportuno ‘metterlo a sistema’ con altri per risultare maggiormente incisivo ed efficace. In questo caso si tratterebbe però di ripensare la struttura stessa della città; cosa che, per esempio, avrebbe potuto fare un Piano Regolatore che, purtroppo, per come è stato concepito e realizzato, non è in grado di esaudire.
    Un ultimo esempio è la mobilità sostenibile che si porta dietro i ‘bus notturni’, ‘le piste ciclabili’ (magari affiancandolo al bike sharing), i ‘parcheggi per residenti’ (magari insieme al car sharing invece), il ‘traffico tranquillizzato’, ecc. Tutte proposte condivisibili, ma che devono partire da un presupposto ben chiaro: a Trieste ci sono troppi mezzi di locomozione privati, nonostante il tasso di motorizzazione sia basso (528 autovetture/1000 abitanti) rispetto al resto d’Italia (617), si tenga sempre conto che il nostro paese è ben il secondo in Europa, dopo il Lussemburgo (641), la cui media degli EU-27 si ferma a 466. E tutto ciò comporta problemi di traffico, infrastrutture e, naturalmente, costi sociali in termini di incidenti e inquinamento. Una problematica che il Piano del Traffico e il Programma Urbano dei Parcheggi affrontano in maniera concettualmente diversa, attraverso cioè la ricerca di soddisfare una domanda attraverso il semplice ampliamento dell’offerta (parcheggi).. e qua la strategia dell’attuale amministrazione è molto chiara invece.
    In definitiva il ragionamento potrebbe essere riassunto così: solo una visione complessiva della città, composta da strategie ben individuate e ‘sistemiche’ può essere in grado di dare forza ed efficacia ad una nuovo modo di gestire la città e, conseguentemente, la sua amministrazione.
    Il mio invito è quindi quello di perseguitare, anche ostinatamente, a mettere a sistema le proposte emerse cercando di spingere la sintesi nella maniera più completa e organica possibile, perché solo attraverso l’individuazione di grandi tematiche, appartenenti alla città, ma non ancorate alla sola agenda dell’attualità (oggi il Piano Regolatore e domani chissà il Piano del Traffico?), possono essere in grado di delineare un nuovo progetto, una nuova proposta, per la nostra città.

    • Carmen ha detto:

      Che bello che finalmente ci parliamo in questo blog. Mi va di difendere un po’ l’idea dei “cento progetti” da realizzare “il giorno dopo”. Chiaro che tutto è connesso a tutto ma, a punto, c’è sempre il rischio dell’immobilismo che può nascere da questo ragionamento. C’è anche tanta forza in progetti limitati ma esemplari. SE sono “sensati” possono dare messaggi forti e mettere in moto processi di cambiamento. Dipende anche dal COME si realizzano i progetti, con quale livello di partecipazione dei cittadin*.
      Anche il progetto ecobank realizzata darà certamente un messaggio della volontà di un comune di affrontare la questione riciclo rifiuti. Ma mi sono permesso di questionare questo progetto perchè credo che in realtà il tema smaltimento/raccolta ecc. rifiuti NON dovrebbe stare nei “cento progetti” ma nei GRANDI TEMI al pari del porto, rigassificatore, ferriera.
      Alla prossima, Carmen Roll

  3. Lara ha detto:

    anzitutto complimenti per aver creato un “luogo” dove poter discutere della nostra città, una sola domanda: perchè non si abilitano i commenti per ogni progetto trattato? In modo da poter avere uno scambio di opinioni che riguardano l’argomento specifico? Buon lavoro

  4. Giovanni ha detto:

    In merito ai fondi europei: leggo sul Piccolo dell’altro giorno che il Comune ha “risparmiato” la retta di iscrizione alla Rete Urban (2.500 euro) e sappiamo che per la stessa ragione il Comune di Trieste da mesi non fa più parte della Rete Europea degli enti locali a cui era iscritto. Grandioso!!! Non ci hanno proprio pensato che far parte di queste reti, quando si è attivi e si ha un’idea di cosa si vuol fare, è una risorsa? che dire che una rete non fa nulla significa dire che non si è fatto nulla per quella rete? e che a fronte di qualche migliaio di euro di iscrizione si può accedere a milioni di euro di finanziamenti? A chi la danno a bere che stanno risparmiando?

  5. Luisa ha detto:

    Vorrei portare il mio contributo parlandovi della raccolta della differenziata porta a porta che avviene in tutta la provincia di Gorizia dal 2005 circa, chi è partito prima chi dopo come Monfalcone e Gorizia che hanno affrontato tutte quelle problematiche come posto negli appartamenti piccoli, degli anziani che possono fare confusione di chi usa tanti pannoloni e non può aspettare il giorno deputato per la raccolta. Tutti problemi che si è cercato di risolvere partendo anche dall’educazione del cittadino, ora molti si rifiutano di prendere i sacchetti di plastica della spesa, stanno attenti ad acquistare prodotti che nn hanno troppo imballo. Risultato: la mia famiglia di 4 persone produce mezzo sacchetto alla settimana di rifiuto secco che va in discarica, questo è il concetto importante fare sempre meno rifiuto non reciclabile. Ho visitato il centro di raccolta della differenziata: l’umido segue un processo per cui diventa fertilizzante che poi viene venduto alle aziende agricole, possiamo differenziare tutta la plastica che costituisce imballaggio perchè esistono delle convenzioni per cui le aziende ricevono dei finanziamenti sul riutilizzo degli imballi. Non tutti sono contenti del servizio porta a porta, è un impegno ricordarsi i giorni per ogni tipo di rifiuto, poi però rientra in un’abitudine e ti organizzi. Io sono dell’idea che il Servizio Pubblico dovrebbe essere sempre un passo avanti e tracciare un percorso educativo attraverso progetti e normative sia che siano per l’ambiente che per le politiche di genere, politiche sociali, per l’economia attraverso le gare d’appalto dove vengono premiate le aziende virtuose e non solo il massimo ribasso. Sono per un Pubblico che sa tutelare attraverso le leggi ma che coglie anche le differenze e crea ricchezze e non si blinda nelle normative come scusa per non pensare a soluzioni.
    A lunedì 15
    Ciao

  6. Roberto Barocchi ha detto:

    Io il mio nome ve lo do, ma voi chi siete?
    Fra i 100 progetti ne propongo qualcuno:
    – VALORIZZARE IL PAESAGGIO: i buoni paesaggi, belli e identitari, producono benessere psicofisico; i cattivi paesaggi malessere e degrado sociale
    – BASTA POTATURE SELVAGGE: gli alberi dei viali vengono capitozzati, mentre potrebbero essere trattati secondo natura con potature più limitate; i provati, per emulazione, capitozzano le latifoglie e persino le conifere dei loro giardini
    – UN REGOLAMENTO DEL VERDE URBANO PUBBLICO E PRIVATO COME IN OGNI CITTà CHE SI RISPETTI:Trieste ha solo un regolamento del verde pubblico che non regola le potature
    – ORTI URBANI PER LE PERSONE ANZIANE, LE SCUOLE E LE ASSOCIAZIONI: piccoli appezzamenti attrezzati dati in affitto a prezzo simbolico
    – ROTATORIE, ROTATORIE, ROTATORIE: sono soluzioni che snelliscono molto il traffico e riducono fortemente gli incidenti, soprattutto mortali; Trieste sta iniziando ora troppo timidamente a costruirle.
    Sono disponibile a sviluppare meglio questi temi, ma mi piacerebbe sapere qualcosa di più di voi

  7. Carmen Roll ha detto:

    Rispondo alla tua domanda: sono una dipendente dell’Azienda Sanitaria, non iscritto a nessun partito, che ha sempre pensato che contribuire alla costruzione di una sistema sanitaria territoriale PUBBLICO che garantisse il DIRITTO alla salute di tutte le cittadine e tutti i cittadini di questa città, per primo di quelle persone che hanno più difficoltà ad esigere materialmente i servizi che gli servono e gli spettano (anziani, famiglie fragili ed in difficolta ecc. ecc.), fosse già abbastanza impegno “politico”.
    Mi sono convinta che non basta più. Tanti partiti con colori diversi hanno governato la città, la Regione, la Provincia. Tutti comunque in passato hanno rispettato una specie di patto: discutiamo della bontà delle COSE, la sanità è cosa troppo seria per essere presa d’assalto a mero gioco di potere, di rivalsa territoriale. La nostra sanità triestina è da migliorare, da allargare ma non da distruggere….
    Ma non è questo il tema del tuo intervento
    Sono d’accordo con i tuoi progetti. Questo del verde e degli orti è anche già nei 100 progetti, tra l’altro proposto più volte al Comune senza cavare un ragno dal buco.
    Se guardi nel blog sotto la voce “bilancio”, trovi un elenco con tutte le proprietà di terreni del Comune. Sei capace, o conosci persona capace, di inserire tutti i terreni in una mappa di Trieste? Tipo con Goggle-Earth? Si può inserire la mappa in questo blog ed avere un’idea come l’utilizzo di questa risorse potrebbe popolare la città di gente che così si attiva, si conosce, si incontra, comunica, si include, si intriga….

  8. Jacum ha detto:

    sintetico, per ora. l’iniziativa è da approvare. ogni idea che faccia discutere i cittadini con il proposito di migliorare la propria condizione collettiva e individuale è da sottoscrivere. senza se e senza ma. sta a noi fare proposte o partendo dai cento o mille progetti o progetti complessivi su vasta scala. l’importante è che poi si riesca ad armonizzare il tutto in qualcosa di sostenibile e realizzabile. un’osservazione. cercherò di intervenire con modestia e umiltà sulle cose che conosco e che possono interessare gli altri abitanti del forum. a presto

  9. francescoR ha detto:

    Diffondere questo sito il più possibile.

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